Studenti in una foto d'archivio
Studenti in una foto d'archivio

Lodi, 3 maggio 2019 - È piombata a scuola infuriata. Non ha voluto sentire ragioni: sua figlia non doveva essere sospesa. E quando si è trovata davanti alla responsabile dell’istituto, l’ha aggredita. A mani nude e forse anche con un oggetto, spedendola in ospedale. Tutto si è svolto in pochi minuti, intorno alle 10 di ieri mattina, quando la mamma sul piede di guerra è arrivata alla sede distaccata della scuola professionale Einaudi, a Lodi, all’ultimo piano di una media, dove studiano i ragazzi dell’indirizzo Servizi commerciali. A raccontare quanto avvenuto, «rammaricato per quanto successo», è il preside Francesco Terracina, su cui grava la responsabilità diversi istituti e che ha delegato per la gestione di questo polo una docente di 63 anni, finita al pronto soccorso fortunatamente in condizioni non gravi. «La nostra è una scuola pubblica – spiega – e il personale quando ha visto arrivare la signora l’ha lasciata regolarmente passare. È la madre di una nostra alunna che per l’ennesima volta era stata sospesa. Evidentemente, lei non era d’accordo con la decisione – aggiunge il dirigente – e una volta arrivata nell’ufficio della professoressa l’ha colpita. Tra l’altro la collega non fa neppure parte del consiglio di classe, quindi non ha alcuna responsabilità nel provvedimento disciplinare che è stato deciso».

Quelli che sono seguiti sono stati attimi di paura e trambusto. «Fortunatamente la collega non ha reagito», continua Terracina. Ma gli altri professori hanno dovuto soccorrerla immediatamente, chiamando il 118 e la polizia. Un’ambulanza l’ha portata al pronto soccorso, da dove è uscita con una prognosi di pochi giorni. Lievi i danni fisici, ma tanta l’amarezza. «Quello che ferisce è il contesto», commenta il dirigente didattico. «Puntiamo infatti sempre molto sul dialogo e sull’inclusione. Lavoriamo sodo per integrare al meglio chi ha difficoltà o si comporta male e poi, invece, accadono fatti come questi. Bastava dialogare, si può contestare una decisione in modo civile, senza arrivare alle mani». Dopo l'incursione, la donna ha lasciato la scuola, prima ancora che intervenissero i soccorsi. La polizia sta ricostruendo l’accaduto e si occuperà di accertare le responsabilità dei fatti. Da capirese per procedere servirà una querela di parte o si agirà d’ufficio, come potrebbe avvenire se la docente dovesse essere considerata alla pari di un pubblico ufficiale.