L'Isola Carolina
L'Isola Carolina

Lodi, 9 novembre 2018 - «Un'interpretazione inesatta dell’assessorato regionale al Territorio». Dal fronte del «sì» al progetto della nuova Isola Carolina, tra quelli favorevoli all’opera dell’architetto Marco Bay che prevede l’abbattimento di oltre cento alberi, c’è ovviamente l’assessore comunale all’Ambiente, Alberto Tarchini. L’esponente della Giunta Casanova è pronto a far valere fino in fondo le sue ragioni per realizzare un progetto che in città ha creato enormi polemiche. Sulla questione, una settimana fa, Regione Lombardia, con un atto firmato dall’assessore leghista Pietro Foroni, era intervenuta rimarcando che il parco di viale Dalmazia non avrebbe potuto subire così importanti abbattimenti ed essere trasformato in giardino perché qualificato come bosco nel Piano di indirizzo forestale. Scettico l’assessore Tarchini che promette battaglia. «Ritengo che l’applicazione della definizione di bosco all’Isola Carolina presenti alcune criticità. Ma anche accettando tale destinazione, sarebbe comunque difficile assimilare l’intervento di riqualificazione proposto a una trasformazione del bosco, così come definita dai vigenti strumenti normativi in materia. Ecco perché ritengo che il Piano di indirizzo forestale e le sue norme tecniche di attuazione non dovrebbero rappresentare un elemento ostativo».

Dal fronte del «no» invece ieri è stato presentato un report, a firma M5s, per chiedere alla Fondazione Cariplo di non finanziare l’opera che costerà 1,3 milioni di euro (la Fondazione potrebbe concedere un milione). «Per noi ci sono enormi criticità ambientali e progettuali - spiegano il capogruppo Massimo Casiraghi e il consigliere Luca Degano –. Manca anche il coinvolgimento dei cittadini nella realizzazione del progetto della Giunta Casanova. Un aspetto fondamentale previsto dal bando della Fondazione. Un’anomalia da non sottovalutare». Anche il Fai lombardo si unisce alle voci contrarie all’abbattimento delle 103 piante sane (su 107) dell’Isola Carolina rimaste dopo che, delle quattro malate, una era caduta per il maltempo e le altre tre, ormai irrecuperabili, sono state abbattute giovedì dalla società Demetra.

«Sarebbe auspicabile - scrive l’architetto Sara Protasoni, che cura il laboratorio di Architettura del paesaggio del Politecnico – una nuova discussione politica e tecnica per definire gli obiettivi dell’opera e una radicale revisione del progetto per quanto riguarda non solo gli esiti formali, ma anche l’approccio, gli strumenti e le competenze: scienze forestali, ambientali, naturali, ecologia. Per evitare che un prezioso finanziamento produca, invece di nuove opportunità per la città, una perdita di valore sul piano ambientale e paesaggistico». Secondo la delegata regionale del Fai, il progetto «non è adeguato» in quanto non tiene conto di «questioni irrunciabili» come «la biodiversità, il ruolo degli spazi naturali in ambito urbano, la domanda sociale di spazi naturali informali».