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4 mag 2022

Il dipendente no-mask in lotta col Comune si è licenziato

Codogno, ora sarebbe potuto rientrare senza green pass. Era stato trasferito di uffucio

Il lungo braccio di ferro con il Comune, dapprima per la necessità di indossare la mascherina e poi per l’obbligatorietà del green pass e quindi di fatto del vaccino, è sostanzialmente finito: il dipendente municipale, che era stato sospeso l’anno scorso per sei mesi e che aveva fatto ricorso al Tar contro l’ordinanza comunale sui dispositivi di protezione e fatto appello al Tribunale contro il provvedimento punitivo dell’ente pubblico, si è infatti licenziato. Dal 1 maggio non c’è più l’obbligo di presentare il green pass per lavorare (anche se, per gli over 50, l’obbligo vaccinale rimane fino al 15 giugno), ma l’impiegato ha deciso di togliere il disturbo, facendo arrivare al protocollo, alcuni giorni fa, la lettera di dimissioni. A metà aprile, però il Comune, nell’ipotesi del rientro per l’inizio di maggio, aveva deciso lo spostamento in un altro ufficio per il lavoratore (sorte prevista anche per un altro dipendente no vax). Se è vero che il Comune aveva giustificato il trasferimento in un diverso settore poichè "maggiormente carente di personale", è altrettanto vero che l’altra motivazione era "per evitare impatti negativi sull’organizzazione che il Comune ha dovuto darsi per salvaguardare i servizi dal danno procurato dalle assenze". In buona sostanza, un modo per dire che sarebbe stato meglio evitare eventuali incompatibilità ambientali. M.B.

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