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19 mag 2022

Allarme siccità, fiumi in secca: "dobbiamo salvare i raccolti"

Confagricoltura e Province a confronto. Si valuta un razionamento dell’acqua per preservarla e poterla usare nelle prossime settimane

19 mag 2022
paola arensi
Cronaca
Il fiume Po nel tratto tra Somaglia e Guardamiglio. Mai così basso
Il fiume Po nel tratto tra Somaglia e Guardamiglio. Mai così basso
Il fiume Po nel tratto tra Somaglia e Guardamiglio. Mai così basso
Il fiume Po nel tratto tra Somaglia e Guardamiglio. Mai così basso
Il fiume Po nel tratto tra Somaglia e Guardamiglio. Mai così basso
Il fiume Po nel tratto tra Somaglia e Guardamiglio. Mai così basso

di Paola Arensi

La carenza idrica nel comprensorio tra i fiumi Adda e Ticino, gestito dal Consorzio Villoresi, sta preoccupando seriamente gli esperti. Tanto che, lunedì, si è tenuto un confronto al Consorzio di Bonifica Est Ticino-Villoresi, con Confagricoltura e Province di Milano, Lodi e Monza Brianza, per valutare come muoversi per affrontare il problema. "La nostra organizzazione sta valutando la situazione – spiega Luciano Nieto, commissario di Confagricoltura Milano Lodi e Monza Brianza – effettuando la conta dei danni che le colture hanno già subìto sino ad ora. Inoltre, abbiamo richiesto al Consorzio Villoresi di istituire un piano di emergenza nell’ipotesi in cui entro fine maggio, la situazione non dovesse migliorare, costituendo una “rete informativa” per aggiornare le aziende agricole in tempo reale, anche sulla scorta delle informazioni che scaturiranno dal dialogo tra il Consorzio Villoresi stesso, la Regione e gli enti gestori dei bacini idroelettrici".

"La situazione è molto critica e deriva chiaramente da un lungo periodo caratterizzato da assenza di precipitazioni, che ha comportato un’insufficiente alimentazione dei laghi e il conseguente abbassamento dei livelli degli stessi – chiarisce Confagricoltura –. La perdurante siccità di questa stagione, accompagnata anche da temperature sopra la media, hanno procurato un forte inaridimento dei terreni con conseguenti e maggiori sofferenze nell’accrescimento delle colture a semina primaverile". Nello specifico è il Lago di Como che, tramite il fiume Adda, alimenta il Naviglio Martesana e il canale Muzza. E anche lì la situazione è allarmante. L’agricoltura locale ha già accusato i primi colpi e si spera di poter salvare almeno il mais dato che la produzione di colture foraggere si è dimezzata. Il mondo agricolo sta quindi ragionando su come razionare l’acqua per non sprecarne nemmeno la minima parte: "Dobbiamo essere certi di poterla utilizzare nelle prossime settimane, salvando così almeno una parte dei raccolti. Nel caso temuto che, in carenza di precipitazioni meteoriche il livello dei laghi, non renda compatibile tale previsione, sarà fondamentale attuare sui canali consortili razionalizzazioni nella distribuzione, per tratti di canali e per periodi alterni" ribadisce l’associazione di categoria. Coldiretti, dal canto suo, fa poi sapere che il livello del Po è inferiore di 2,7 metri rispetto allo zero idrometrico, un livello più basso che a Ferragosto di un anno fa. "È preoccupante la situazione al Ponte della Becca – ribadiscono –. Il più grande fiume italiano è irriconoscibile, con una grande distesa di sabbia che occupa la gran parte del letto del fiume".

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