A Castiglione d'Adda, il paese d'origine di paziente 1, Mattia Maestri, ed epicentro della prima zona rossa in Italia, è morta di covid la storica edicolante del paese, Maddalena Amiti, 78 anni, che non era vaccinata dopo non aver mai contratto il coronavirus nelle prime ondate della pandemia

Immunizzazione a parte resta il fatto che, dopo qualche mese di tregua, Castiglione torna a piangere una vittima del Covid, la prima del 2021. Questa volta la grave perdita riguarda l’edicolante, molto conosciuta e amata in paese, di via Garibaldi, Maddalena Amiti. La donna è scomparsa a 78 anni e ha lasciato un grandissimo vuoto in un paese che aveva la fortuna di usufruire del suo prezioso servizio da ben 22 anni. L’edicolante, che si è spenta lunedì dopo un lungo ricovero, un mese fa, per aver contratto il terribile virus, era stata ricoverata all’ospedale Maggiore di Lodi. Poi era stata trasferita al Policlinico San Matteo, nel reparto di terapia intensiva. Ma non ce l’ha fatta.

Era il 20 febbraio 2020. Il giorno che ha segnato l'inizio dell'incubo Covid anche in Italia. Per la prima volta il virus cinese viene trovato su un paziente italiano: Mattia Maestri, poi ribattezzato paziente 1. da lì per lui partì un calvario e il ricovero in terapia intensiva. Una battaglia che però Mattia riuscì a vincere e che oggi può, fortunatamente, raccontare. 

La signora Maddalena era una dei pochi cittadini non vaccinati di Castiglione d'Adda, dove - fa sapere il vicesindaco Stefano Priori all'agenzia Adnkronos - ''dei 4.040 vaccinabili, cioè adulti sopra 12 anni senza patologie particolari, l'82% ha già ricevuto la prima dose e il 65% ha già completato l'intero ciclo vaccinale. Quindi sono numeri abbastanza alti''. Una copertura che ha evitato che ai primi di luglio, quando il numero dei contagi è salito fino a eguagliare il picco della seconda ondata dell'autunno 2020, aumentassero anche i decessi: solo l'edicolante non vaccinata, infatti, è morta. Altri due anziani, contagiati ma a differenza della signora Maddalena vaccinati, ''sono stati ricoverati in ospedale per precauzione, vista l'età e ora stanno migliorando'', riferisce il vicesindaco.  Gli altri positivi dell'ondata estiva sono per lo più giovani. ''Tra fine giugno e metà luglio siamo arrivati ad avere anche 26-27 persone attualmente positive. Un numero abbastanza alto, simile alla seconda ondata dell'autunno 2020, mentre con la prima del febbraio non possiamo fare paragoni, dato che non venivano fatti i tamponi'', racconta Priori, sollevato dal fatto che ''nell'ultima settimana la situazione è in miglioramento: gli attuali positivi sono una decina, tutti giovani e non in condizioni preoccupanti''.