Lodi, 18 settembre 2018 - Un gruppo di detenuti, un'infermiera e un agente della polizia penitenziaria coinvolti: l'operazione "Akron" della Polizia di Stato di Lodi è nata da una segnalazione dell'Amministrazione Penitenziaria della locale Casa Circondariale alla Procura della Repubblica, e ha portato a 19 arresti.

Tutto è iniziato durante un controllo di routine nelle celle dei detenuti dove sono stati trovati, oltre ad alcune quantità di droga, dei bigliettini che hanno consentito di rilevare una sistematica e diffusa attività di corruzione messa in atto dai detenuti con la complicità di un assistente capo della Polizia penitenziaria e di una addetta all'infermeria del carcere. I denenuti, grazie ai loro favori, riuscivano ad introdurre e commerciare all’interno del carcere stupefacenti, cellulari e schede Sim Card prepagate e intestate a prestanomi. Utilizzando i telefonini i detenuti stabilivano contatti all’esterno del carcere, per impartire ordini e gestire il traffico di droga sia all’interno che all’esterno della struttura.

Il procuratore della Repubblica di Lodi, Domenico Chiaro, ha spiegato che "si era creato un canale continuo dall'esterno all'interno del carcere per droga, telefoni cellulari e beni di piccola utilità. A rendere non facili le indagini è stato anche il fatto che il carcere di Lodi è uno dei pochi in Italia con la vigilanza a porte aperte. Il materiale quindi veniva spostato anche velocemente essendo liberi i detenuti di muoversi in più sezioni".

Le accuse a vario titolo sono di lesioni personali gravissime (per un pestaggio), traffico di sostanze stupefacenti e corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio.