CURE La ragazzina è stata portata al Maggiore di Lodi dopo lo choc a scuolaINDAGINI Della vicenda si è occupata la polizia In Questura saranno ascoltati anche  i docenti
CURE La ragazzina è stata portata al Maggiore di Lodi dopo lo choc a scuolaINDAGINI Della vicenda si è occupata la polizia In Questura saranno ascoltati anche i docenti

Lodi, 19 marzo 2019 - «Mandami altre foto intime, altrimenti lo dico ai tuoi genitori». Così un ragazzo di quattordici anni ha ricattato per settimane una compagna di classe della scuola media, a Lodi. Un caso che è poi sconfinato nel cyberbullismo quando lui ha iniziato a far girare quelle immagini tra gli altri alunni. Uno scenario inquietante emerso per uno sfogo fra le lacrime all’insegnante, che ha chiamato subito la polizia, arrivata sequestrare i cellulari in classe. Per il ragazzino, si va verso la denuncia alla procura dei minori di Milano. Per lei, sotto choc, le cure dei medici dell’ospedale Maggiore di Lodi.

Tutto era iniziato quando la vittima, appena tredici anni, aveva iniziato a mandare alcuni suoi scatti con qualche posa sexy a quel vicino di banco della seconda, più grande perché ripetente, che le piaceva. Foto che sarebbero dovute restare private e che invece sono rimbalzate da uno smartphone all’altro fra i ragazzi dell’istituto: una decina quelli interrogati venerdì pomeriggio, a scuola, dopo che la dirigente aveva chiamato il 112 per denunciare quello che era emerso dal racconto di alcuni adolescenti ai docenti. In Questura nelle prossime ore sarà il turno della deposizione degli insegnanti, poi, alla fine delle indagini per possesso di materiale pedopornografico ed estorsione, sulla vicenda dovranno lavorare i magistrati.

Venerdì mattina l’adolescente si era presentata a scuola già in uno stato emotivo di grave turbamento. Alcune compagne avevano raccolto le sue confidenze e avevano cercato di incoraggiarla a denunciare, ma lei era contraria. Sembra che sia stata proprio la decisione presa dalle amiche di spiegare l’accaduto ai prof a condurre la ragazzina a una reazione di panico. La direzione didattica si è quindi rivolta alla Questura. Sul posto sono giunte 3 pattuglie: gli agenti, dopo aver parlato coi ragazzini e aver visionato le immagini, hanno sequestro due cellulari e dato via all’inchiesta che porta alla denuncia del compagno. Lei è passata sotto le cure dei medici dell’ospedale cittadino. La scuola quest’anno aveva avviato un corso sul cyberbullismo dopo un episodio accaduto nel 2018: ben 150 studenti sui 350 frequentanti, in una chat su Instagram, si facevano beffe di alcuni docenti. La preside, con un nickname, era entrata nel gruppo e li aveva identificati tutti, informando le famiglie.