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26 lug 2022

Covid, la nuova vita degli anziani nella prima zona rossa d'Italia

Dal Lodigiano uno studio per capire se le abitudini adottate durante il lockdown per contrastare la solitudine sono diventate stabili

26 lug 2022
daniele rescaglio
Cronaca
Un posto di blocco poco dopo l’istituzione della zona rossa A destra un anziano al computer
Un posto di blocco poco dopo l’istituzione della zona rossa
Un posto di blocco poco dopo l’istituzione della zona rossa A destra un anziano al computer
Un posto di blocco poco dopo l’istituzione della zona rossa

Codogno, 27 luglio 2022 - Uno studio per capire che impatto ha avuto il Covid nella vita soprattutto degli over 65. Riparte dal Lodigiano, dalla prima zona rossa d’Italia, l’indagine sulla qualità della vita degli anziani finalizzata a comprendere come la pandemia e le misure di contenimento abbiano inciso sulle relazioni sociali e sull’uso degli strumenti digitali. In autunno le ricercatrici del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università di Milano-Bicocca, con i colleghi dell’Università Cattolica, torneranno proprio dove venne scoperto il primo focolaio di Covid-19 in Lombardia. In particolare verranno nuovamente intervistati gli over 65 che già avevano partecipato alla prima indagine condotta al tempo del primo lockdown.

Il team di ricerca - di cui farà parte la dottoressa Sara Nanetti, oltre alla dottoressa Giulia Melis che aveva curato i primi step dello studio - raccoglierà dati e informazioni utili a capire se e come le pratiche acquisite dagli anziani durante il periodo dell’emergenza siano diventate stabili. Particolare attenzione sarà data alla dimensione di genere. L’emergenza sanitaria ha condizionato, modificato la vita di tutti ma soprattutto quella degli anziani, magari soli, costretti a tagliare per cause di forza maggiore, il loro sistema di vita e di relazioni.

Lo studio ha appurato il ruolo centrale svolto dai social media nel contrastare la sensazione di solitudine provata da molte persone anziane durante il periodo di confinamento: i social sono stati impiegati con la finalità di "ammazzare il tempo" o per svolgere attività quotidiane rispettando i divieti imposti dall’emergenza sanitaria. È emerso, ad esempio, che la pandemia ha indotto le persone a "inventare" un nuovo modo di celebrare i rituali sociali, come i compleanni, e i riti religiosi. Determinante per gli anziani è stata la relazione con parenti ed amici, il cui primo contributo è stato quello di insegnare come utilizzare le varie applicazioni a cominciare da quelle per effettuare videochiamate, potendo così mantenere un contatto più stretto.

L’indagine avviata nella primavera del 2020 era stata ripetuta a distanza di un anno, fino ad arrivare allo step dei prossimi mesi. L’Indagine Longitudinale sulla Qualità della Vita degli anziani residenti nel Lodigiano è parte integrante di un più ampio progetto di ricerca triennale dal titolo Active ageing in changing societies. Older people’s social and digital resources in pandemic and post-pandemic ITaly (Active-it). Intende indagare le conseguenze del Covid-19 sull’invecchiamento attivo ed esplorare le risorse (relazionali e digitali) impiegate dagli over 65 per reagire e adattarsi alle nuove circostanze. La finalità dello studio è anche quella di fornire elementi di conoscenza che possano contribuire alla costruzione di un contesto sociale inclusivo ed equo.

 

 

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