I reparti oncologici di molti ospedali sono stati trasformati in unità Covid-19
I reparti oncologici di molti ospedali sono stati trasformati in unità Covid-19

San Rocco al Porto (Lodi), 9 aprile 2020 - Pazienti oncologici nel panico per lo slittamento dei controlli. Ma nessuno li ascolta: "Per l’emergenza Covid-19 sono stati annullati i nostri appuntamenti, i tumori però non aspettano vaccini". È la drammatica situazione di moltissime persone che stanno combattendo contro la malattia. La testimonianza arriva da una donna di 52 anni di San Rocco al Porto che, nel recente passato, si è salvata da un terribile cancro al seno, ma ora avrebbe la necessità di monitorare costantemente il quadro clinico.

Ci spiega cosa sta succedendo ai malati di cancro?

"Stiamo vivendo un momento drammatico, questo pensiero mi affligge. La situazione del paziente oncologico è stata messa in stand-by soprattutto se sei in regime di “follow-up”. I reparti oncologici di diversi ospedali sono stati convertiti in unità Covid-19 e quindi visite ed esami di controllo sono stati annullati e rimandati. Ma il cancro non aspetta il vaccino anti-covid e continua a insidiarsi: è un diritto essere seguiti dai medici".

Il rischio è di proteggersi dal Covid-19, ma ammalarsi ancora di cancro?

"Puoi proteggerti dal coronavirus rimanendo a casa, ma non è lo stesso per il tumore. Lui non segue il diktat di quarantena e decreti, lui continua. Il rischio è concreto, ci potrebbero essere ritardi nella diagnosi e peggioramento degli stadi iniziali della malattia in tante persone. Ma purtroppo di tutto questo nessuno ne parla, tanto meno dell’angoscia di chi vive questo slittamento di date. È riferito a me, ma anche a tante altre persone e non solo per tumori al seno".

Avverte la stessa sensazione in altri malati?

"Sono in un gruppo social, dove ci sono seimila donne. Lì ci sono le loro testimonianze. Praticamente se tu hai un appuntamento per un controllo del “follow-up”, che può essere oncologia, radioterapia, cardiologia, ti telefonano e lo rimandano. La mia visita era in programma il 15 marzo e adesso l’hanno spostata a maggio, non so se mi chiameranno ancora per rimandare ulteriormente. E così succede in tutta Italia".

Quale motivazione utilizzano le strutture sanitarie per giustificare questi cambiamenti?

"Gli ospedali adesso si difendono dicendo che hanno dovuto rallentare per la sicurezza e che quindi fanno meno visite. Ma sono falsità. Chi è andato nelle strutture sanitarie oggi, per esempio, dice che il personale lavora in totale sicurezza, entra solo il paziente e non l’accompagnatore. Ti provano la febbre. Insomma, si stanno portando avanti dicendo che siamo noi che abbiamo paura ad andare negli ospedali, invece sono loro che spostano gli appuntamenti".

Lo slittamento include ritardi anche negli appuntamenti successivi, che immagino necessitino di esami diagnostici per essere svolti.

"Nel mio caso ho persino una mammografia di controllo spostata a ottobre e così è saltato anche il controllo dall’oncologa. Si allunga tutto. Il mio tumore era maligno infiltrante già allo stadio g3, il massimo, con un grado di proliferazione altissimo. Un anno prima avevo fatto mammografia ed eco e non c’era niente. Questo per dire che poco tempo fa la differenza. Mi domando come mai ora a questo non pensa nessuno. Temo che alla fine della pandemia si scopriranno tanti nuovi casi di tumore".