Le file di ieri all'ingresso del Cup di Codogno
Le file di ieri all'ingresso del Cup di Codogno

Codogno (Lodi), 21 maggio 2020 - Lunghe code fuori dallo sportello del Cup di viale Gandolfi con utenti che, nonostante la prenotazione al numero verde obbligatoria dal 12 maggio scorso, sono costretti, in molti casi, ad attendere il proprio turno all’esterno dello stabile.Ma non solo: molto spesso si mischiano in fila pure persone sintomatiche le quali, dopo essersi recate all’ambulatorio Covid nell’ex reparto di Pediatria, si spostano al centro prenotazioni per l’accettazione della radiografia da effettuare. E attorno alle 10.30 arrivano anche coloro che devono effettuare lo screening seriologico e il tampone (parenti di persone che si sono ammalate o sono decedute), attivati direttamente da Ats, per verificare la loro positività o meno.

La soluzione della prenotazione permette di scaglionare gli utenti (circa sette-otto) ogni mezz’ora ma inevitabilmente c’è chi arriva un po’ prima e c’è il rischio ammassamento con la coda che diventa subito molto lunga già dalle prime ore del mattino. Sono stati predisposti cartelli e segnaletica orizzontale per obbligare la gente al distanziamento sociale, ma molto spesso diventa difficile la gestione della fila nella quale appunto si inserisce una fascia diversificata di utenza, tra chi deve fare l’esame del sangue o visite urgenti.

Intanto è conto alla rovescia per la definizione del “nuovo“ ospedale nel dopo emergenza Covid: la data esatta della riapertura del Pronto soccorso dovrebbe essere il 4 giugno (contestuale alla rianimazione), ma non c’è ancora l’ufficialità. Restano però ancora diversi nodi aperti: il ritorno degli infermieri ed operatori socio sanitari da Lodi a Codogno che, ad oggi, non è scontato (c’è stato un primo no e i sindacati sono attualmente sulle barricate), mentre potrebbe mancare, in prima istanza, alla riapertura del pronto soccorso le figure del neurologo e del pediatria.