Il lavoro postumo dello scultore lodigiano Giuliano Mauri (Cavalleri)
Il lavoro postumo dello scultore lodigiano Giuliano Mauri (Cavalleri)

Lodi, 7 agosto 2018 - Una colonna della Cattedrale vegetale ha ceduto. Sembra che il terreno sotto la gabbia lignea, che ora pende da una parte, non sia riuscito a reggere il peso. L’area è stata subito delimitata con un nastro dopo la segnalazione ricevuta dagli uffici comunali e dall’assessore all’Ambiente Alberto Tarchini che ieri ha subito effettuato un sopralluogo. A scoprire il danno è stato l’ex assessore della Giunta Uggetti, Andrea Ferrari, che subito ha informato il Broletto. Per l’opera postuma dello scultore lodigiano Giuliano Mauri, inaugurata un anno e mezzo fa, composta da 108 colonne lignee a proteggere altrettanti alberi di quercia e a formare cinque navate gotiche su un perimetro di 75 metri per 22, si tratta del primo problema strutturale rilevante. «La Cattedrale di Mauri è un patrimonio della città – spiega l’ex assessore Ferrari, tra i sostenitori del progetto iniziato più di due anni fa – è come un figlio e deve essere curato e seguito. Un oggetto prezioso che deve essere custodito.

Oltre a questo intervento di controllo della colonna che ha ceduto sono convinto che bisognerà stanziare dei soldi da mettere a bilancio per la manutenzione ordinaria dell’opera. Per l’inverno bisogna intervenire per proteggere le querce che stanno crescendo. Serve controllo e senso della cura della zona. Altrimenti si rischia di trasmettere ai turisti un senso di abbandono». Sulla struttura il Comune ha finora investito circa 300mila euro (di cui 125mila coperti da un contributo regionale). L’ultimo intervento è del 21 luglio quando lodigiani e turisti hanno ammirato lo spettacolo della Cattedrale illuminata grazie agli oltre 100 faretti installati all’interno della gigantesca opera realizzata sul progetto dell’artista scomparso Giuliano Mauri. L’impianto appena installato è programmato per accendersi al tramonto e illuminare l’opera fino a mezzanotte. Costato 36mila euro, 17mila dei quali messi a disposizione della Fondazione Bpl, sarà seguito da un progetto di videosorveglianza da 20mila euro.

«È evidente che installare le telecamere dovrà essere una priorità – spiega Ferrari – si tratta di un problema già evidente per il Comune. Il vicesindaco Lorenzo Maggi è stato onesto a riconoscere il nostro impegno, come Giunta comunale, nel voler realizzare a Lodi un’opera così bella e apprezzata. Ora però bisogna trovare una soluzione per evitare atti vandalici e degrado. Solo poche settimane fa, infatti, è stata asportata una delle piccole querce racchiuse in una delle gabbie lignee. È un gesto che si sarebbe potuto evitare con l’installazione di un sistema di videosorveglianza a proteggere la Cattedrale».