Casa di riposo
Casa di riposo

Lodi, 30 marzo 2020 - «Solo attraverso un contatto interno alla struttura sono riuscito a sapere che mia madre e molti altri ospiti hanno evidenti sintomi, nonostante questo i tamponi non sono stati eseguiti". A parlare è un lodigiano che dal 3 marzo non riceve comunicazioni ufficiali dalla casa di riposo di Lodi sullo stato di salute della madre già gravemente malata. Tutte le notizie trapelate sono arrivate direttamente dal personale sanitario che all’interno della Fondazione Santa Chiara continua a lavorare con grande professionalità per provare a fronteggiare nel migliore dei modi l’emergenza legata al coronavirus.

Da quando i vertici della Fondazione hanno deciso di bloccare gli accessi ai parenti in visita, sullo stato di salute degli ospiti è calato il mistero. Nel frattempo sono 43 gli anziani ospiti della casa di riposo di Lodi che hanno perso la vita dal 21 febbraio a ieri. Come in altre strutture lombarde, l’emergenza sanitaria per il coronavirus sta colpendo anche nella Fondazione Santa Chiara guidata dal presidente Corrado Sancilio. Ecco il quadro tra il 21 febbraio e il 25 marzo: 15 decessi a febbraio (sono stati 14 a febbraio 2019) e 38 fino al 25 marzo (sono stati 4 nello stesso periodo del 2019). "Chiedo solo che vengano fatti i tamponi non ho altri scopi – dice il figlio dell’anziana ospite –. Purtroppo mia madre non parla più perché ha avuto un brutto ictus. Solo attraverso la disponibilità di un’operatrice sono riuscito a vederla in videochiamata circa tre settimane fa e per fortuna sono aggiornato del suo stato di salute. Ovviamente si tratta di un numero privato, nessuna comunicazione ufficiale dalla struttura".

Per evitare che il contagio si estenda a tutti i 260 ospiti della casa di riposo bisogna separare i malati da Covid-19 dagli altri. Nei giorni scorsi era stato lanciato un appello dai consiglieri comunali d’opposizione a Lodi (Pd, Cinque Stelle e liste Progetto civico, 110 & Lodi e Lodi al centro) al prefetto Marcello Cardona, a sua volta ricoverato al San Raffaele a Milano con il coronavirus, per fare effettuare i tamponi. Sul punto era intervenuto anche il presidente della Fondazione, Corrado Sancilio, che da settimane fa pressioni su Ats per chiedere controlli. A ieri però non è arrivata nessuna risposta. "Siamo esterrefatti nel vedere che, nonostante il tragico numero di morti registrati nei giorni scorsi, l’Ats non si sia ancora attivata per fare i tamponi all’interno di Santa Chiara –spiega il consigliere comunale di 110&Lodi, Stefano Caserini, intervenendo a nome anche delle altre liste d’opposizione –. Vediamo che purtroppo chi amministra la nostra città ad oggi non ha di fatto intrapreso alcuna azione in tal senso. Speriamo che questo stato di afasia finisca e che anche Lodi possa avere una sindaca e un vicesindaco all’altezza della situazione che stiamo vivendo".