L’arrivo in caserma di Mario Cattaneo, 67 anni,  circondato da cronisti (Cavalleri)
L’arrivo in caserma di Mario Cattaneo, 67 anni, circondato da cronisti (Cavalleri)

Casaletto Lodigiano (Lodi), 8 agosto 2018 - Il caso dell’oste di Gugnano è finito sul tavolo della commissione Giustizia al Senato. In attesa della prima udienza del processo che si terrà in tribunale a Lodi il 26 settembre, la vicenda di Mario Cattaneo – il ristoratore di 68 anni accusato di eccesso colposo di legittima difesa per aver ucciso con un colpo di fucile Petre Ungureanu, 32 anni, uno dei quattro ladri che avevano fatto irruzione nella sua proprietà nella notte del 10 marzo 2017 - è tornato sotto i riflettori della politica.

Da metà luglio a Palazzo Madama è stato avviato il percorso dei disegni di legge di riforma delle norme che regolano la legittima difesa. Sono cinque i disegni di legge che mirano allo stesso fine: ampliare il concetto di legittima difesa, normato dall’articolo 52 del codice penale. Si tratta di un tema che la Lega da molti anni considera una priorità, al punto da averlo inserito anche nel Contratto per il governo del cambiamento sottoscritto da Luigi Di Maio e Matteo Salvini il 18 maggio. <

Pochi giorni fa, su espressa richiesta dei senatori, l’avvocato Vincenzo Stochino, che assiste l’oste, ha inviato una ricostruzione dettagliata della vicenda di Cattaneo, indicando le criticità dell’attuale testo normativo sulla legittima difesa e auspicando una modifica dell’onere della prova e comunque l'eliminazione della possibilità per gli aggressori di richiedere il risarcimento dei danni. «Abbiamo inviato delle osservazioni e la ricostruzione della nostra vicenda - spiega l’avvocato Stochino -. Servono novità nella valutazione del reato. Ora, Cattaneo dovrà dimostrare di aver agito per legittima difesa. Eppure è un caso chiaro. Un ladro che era nella sua proprietà è morto in seguito a un colpo partito per sbaglio durante una colluttazione. L’altra questione è la possibilità di richiesta di risarcimento danni. Al processo si costituirà parte civile il fratello della vittima. E' una questione che non condividiamo».

Intanto si avvicina la data della prima udienza. Secondo gli inquirenti, Cattaneo quella notte avrebbe fatto partire dal suo fucile da caccia Bernardelli due colpi e non uno come l’oste ha sempre sostenuto. «Mario è sempre in agitazione - dice l’avvocato difensore del ristoratore -. Vuole chiudere il prima possibile questa vicenda. Per il dibattimento ci stiamo preparando».