Un frame del video che ha tradito la versione del controllore
Un frame del video che ha tradito la versione del controllore

Lodi, 25 gennaio 2018 - Licenziato per giusta causa. Dopo mesi di sospensione dal servizio Davide Feltri, il capotreno di Trenord residente nel Pavese, ha perso il posto di lavoro. I guai per l’ormai ex ferroviere di 45 anni erano iniziati alle 7.20 del 19 luglio, quando aveva denunciato ai carabinieri di Codogno l’aggressione subita sul convoglio Piacenza-Milano Greco Pirelli, all’ingresso della stazione di Santo Stefano Lodigiano. Era ferito a una mano. Una ferita che in realtà si era auto inflitto, conficcandosi un coltello a serramanico dritto nella mano destra.

Sul fronte giudiziario, invece, Feltri è accusato di calunnia, simulazione di reato e interruzione di pubblico servizio. E ha chiesto al suo avvocato di avviare le trattative per il patteggiamento con la Procura di Lodi. L’ultima parola, per accogliere o respingere il patteggiamento, spetta però proprio al gup, che inizierà ad affrontare il caso e a valutare gli estremi dell’accordo nelle prossime settimane. Decisiva anche la posizione di Trenord, che a Feltri chiederà i danni per l’interruzione di servizio e per lo sciopero: una cifra che qualcuno si spinge a quantificare intorno ai 300mila euro. L’ex capotreno non aveva confessato subito di aver simulato l’aggressione. Il pm Alessia Menegazzo aveva dovuto interrogarlo due volte e poi il 26 luglio scorso aveva confessato, incastrato anche dai fotogrammi delle telecamere della stazione di Santo Stefano Lodigiano, di essersi portato il coltello da casa e di essersi ferito perché voleva incastrare un ghanese di 25 anni, senza fissa dimora, con i capelli in dreadlocks, con il quale aveva litigato la sera prima dell’episodio sullo stesso treno.

Di quelle minacce non aveva parlato con nessuno. Ai carabinieri, infatti, Feltri aveva spiegato di essere stato ferito alla mano dopo una colluttazione con un ragazzo di colore sui vent’anni, alto, con i capelli raccolti in dreadlocks e che corrispondeva a un giovane che si aggirava su un treno della linea Piacenza-Milano Greco Pirelli. Qualche ora dopo in Questura a Lodi era stato ascoltato un giovane che corrispondeva alla descrizione: Feltri l’aveva riconosciuto al 100%, ma sul volto del presunto aggressore non c’erano tracce di ferite. Alla fine i controlli non avevano portato a nessun risultato utile.