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20 gen 2022

Lodi, bosco Isolabella nel mirino di Legambiente: "Serve un Piano per il verde pubblico"

L'associazione si è detta comunque "felice che il Comune pianti alberi e ripulisca dai rifiuti le sponde dell’Adda"

carlo d'elia
Cronaca
Isolabella
Isolabella

Lodi, 20 gennaio 2022 - "Siamo felici che il Comune di Lodi pianti alberi e ripulisca dai rifiuti le sponde dell’Adda, ma la città ha bisogno di un Piano del verde pubblico". Questo l'appello lanciato al Broletto da Andrea Poggio, referente di Legambiente Lodi. Il progetto Isolabella è partito e prevede la piantumazione di 5.100 nuove piante finanziate dalla società Sorgenia Spa nell’ambito della convenzione stipulata nel 2010 come onere di compensazione ambientale dopo la costruzione della centrale a ciclo combinato di Turano. Per il sindaco Sara Casanova, che nei giorni scorsi ha annunciato che l’opera di piantumazione sarà conclusa entro la primavera.

"Abbiamo letto anche che le 5mila piantumazioni all’Isolabella sarebbero “la più importante opera realizzata negli ultimi 10 anni a Lodi” e allora il sorriso ci si è subito spento. No, speriamo davvero di no. Perché la “grande foresta di pianura” era un bel progetto intrapreso dodici anni fa, le cui piante avrebbero dovute essere innaffiate e le nuove finanziate, con convenzione provinciale allegata all’autorizzazione ministeriale per la centrale elettrica di Sorgenia a Bertonico. Una decina di milioni di euro da usare anche per creare 50 ettari di foresta, quindi ben più di 5mila alberelli e che oggi avrebbero dovuto essere già cresciutelli. Dopo 10 anni abbiamo solo inquinamento senza foreste". Nel mirino degli ambientalisti però è finito anche l'intero progetto dell'Isolabella.

"Al progetto sull’Isolabella, realizzato e pagato dalla società Sorgenia Power spa, per quasi 200mila euro, il Comune ha aggiunto anche interventi di riqualificazione e il taglio di 250 alberi (180 robinie, ndr) cresciuti spontaneamente lungo le sponde fluviali, che, a proposito di compensazione, continuavano a catturare un po’ della CO2 fossile della centrale - sottolinea il referente Poggio -. Gli alberi spontanei non servono nei parchi urbani o nei giardini, ma contribuiscono anch’esse a fare foresta e un po’ di robinie, insieme a polloni e piantine, non fanno male a nessuno. I più esperti ci ricordano inoltre che non è corretto parlare di “compensazione” ambientale o climatica quando si piantano alberi in prossimità di zone urbane. Ancor meno ha senso contare gli alberi come amano fare i nostri amministratori, quando parlano di centrali e di supermercati. Dal Comune di Lodi, da questa e dalla prossima amministrazione, ci attendiamo un Piano del verde pubblico per giardini, parchi e foreste urbane, che pianifichi che fare tutti gli anni, stagione dopo stagione".

 

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