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7 lug 2022

Lodi, dieci rapine in pochi mesi: sgominata banda di baby picchiatori

Prendevano di mira i coetanei fra minacce, intimidazioni e botte

7 lug 2022
mario borra
Cronaca
CORSICO - ARCHIVIO - BABY GANG - FOTO CANALI/NEWPRESS - PER REDAZIONE SUD MILANO/METROPOLI - CERRI/PINCIONI/STIMOLO
Violenza tra adolescenti
CORSICO - ARCHIVIO - BABY GANG - FOTO CANALI/NEWPRESS - PER REDAZIONE SUD MILANO/METROPOLI - CERRI/PINCIONI/STIMOLO
Violenza tra adolescenti

Lodi, 8 luglio 2022 - La condotta violenta come codice d’azione per portare a termine furti ma anche solo per dimostrare la loro forza, intimidendo le loro vittime in modo che non denunciassero. Una banda di ragazzini quattro minorenni, un maggiorenne ed un minore di 14 anni, a vario titolo, ha infatti terrorizzato la città di Lodi tra il mese di ottobre del 2021 e marzo di quest’anno, compiendo, spesse volte in gruppo ed a volte singolarmente, ben dodici reati di cui dieci rapine (tentate o portate a termine) e rendendosi responsabili di un episodio di lesioni aggravate e un danneggiamento.

La gang entrava in azione quasi sempre nel tardo pomeriggio o la sera, tra sabato e domenica, a Lodi in zona centrale e semicentrale, spesso in orario di maggior affluenza di persone. Le vittime, quasi sempre minorenni, venivano sopraffatte fisicamente e, in alcuni casi, scaraventate per terra e picchiate con lo scopo di sottrar loro denaro ma anche il cellulare o l’orologio. Inoltre, durante una discussione nata dopo una partitella di calcetto, la banda ha pure percosso con calci, pugni, cinghiate e sassate un ragazzo di 17 anni. Ora, però la Squadra Mobile della Questura di Lodi, dopo un lavoro certosino di indagine, ha eseguito tre misure cautelari disposte dal Tribunale per i minorenni di Milano su richiesta della Procura della Repubblica: un 15enne è finito in comunità, un 17enne in carcere mentre per un 16enne sono scattati i domiciliari.

Gli altri tre sono stati denunciati a piede libero. l componenti del gruppo erano noti a Lodi per gli atteggiamenti spesso violenti nei confronti di coetanei, ma per le forze dell’ordine non è stato facile inchiodarli alle loro responsabilità: otto volte su dieci, infatti, le vittime, per paura di ritorsioni, non avevano sporto querela e molti non lo avevano nemmeno riferito ai genitori. Solo raccogliendo informazioni tra i ragazzini, la Questura è riuscita a rintracciare le presunte vittime. Gli indagati invece, nonostante siano stati identificati e accompagnati più volte negli uffici della Polizia per l’identificazione e la contestazione degli addebiti, non avevano cambiato la propria condotta. Gli elementi di prova a carico delle persone sottoposte a misura cautelare, fa sapere la Questura, per quanto ritenuti idonei ad emettere il provvedimento coercitivo, sono stati comunque acquisiti nella fase delle indagini preliminari e dunque dovranno essere successivamente vagliati dal giudice per il definitivo accertamento di responsabilità.

 

 

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