Josephine Odijie, 35 anni
Josephine Odijie, 35 anni

Castelgerundo (Lodi), 14 giugno 2018 - «Non può essere stato un incidente». Ne è convinta un’amica di Josephine Odijie, la 35enne nigeriana, che il 3 giugno è morta annegata nella piscina della villa di cascina Reghinera a Castlegerundo di proprietà del convivente 78enne Stefano Acerbi. Ieri, all’uscita della chiesa di San Gualtero a Lodi dove si sono tenuti i funerali della donna, c’è stato un momento di tensione. «Deve essere stato qualcuno - ha urlato una connazionale sul sagrato della chiesa, al termine della messa, prima di essere portata via da un amico -. Josephine non stava male, avevamo mangiato un gelato qualche ora prima. Non credo all’incidente». Alla funzione ieri ha partecipato anche la famiglia del convivente, il quale però non ha voluto rilasciare dichiarazioni. «La affidiamo alla misericordia del Padre -  ha detto il parroco, don Renato Fiazza durante l’omelia - perché possa farsi ancora vicina ai suoi familiari e amici e a coloro che l’hanno veramente amata e sostenuta. Finalmente, serena, finalmente nella pace.

In chiesa, vicino alla bara, la sorella di Josephine, Stella, che vive a Lodi da qualche anno. «Mia sorella era serena - ha spiegato all’uscita dal cimitero Maggiore –. Ci penserà il magistrato a far luce su quello che è successo». A su questa morte. Abbiamo fiducia nella giustizia italiana». Intanto, le indagini sulla morte di Josephine sono in un momento di quiete. La procura di Lodi ha in mano gli esiti degli esami tossicologici disposti una settimana fa. L’obiettivo è capire le cause della morte della donna, se la sera di sabato 2 giugno possa aver preso tranquillanti o un veleno. Per il momento un solo aspetto è certo: Josephine è morta per annegamento. Questa è la verità stabilità dall’autopsia effettuata al dipartimento di Medicina legale dell’ospedale di Pavia. La 35enne di origini nigeriane trovata morta, nuda, sul fondo della piscina, non avrebbe perso la vita a causa di una congestione («lo stomaco della donna era vuoto»). Il procuratore della Repubblica di Lodi, Domenico Chiaro, ha spiegatoche nessuna pista viene esclusa e si indaga sulla peggiore delle ipotesi, quindi per omicidio. Acerbi al momento della morte si trovava in Toscana per una weekend in barca. Josephine aveva lividi dappertutto, soprattutto all’altezza di gomiti e ginocchia.