Il Covid Hotel ieri è arrivato quasi alla massima capienza con 24 persone “ospitate“, su 25 camere totali, in arrivo dagli ospedali, per lo più dal Milanese. Dalla sua apertura, il 10 novembre scorso, la struttura di via Nazioni Unite 7, nella zona degli insediamenti produttivi, gestita (fino al 31 dicembre, salvo proroga dello stato emergenziale) dalla cooperativa Il Melograno di Segrate, è andata via via accogliendo pazienti asintomatici o con sintomi lievi che, per diversi motivi, non possono trascorrere la quarantena a casa. Le persone vengono inviate al Covid Hotel su decisione dell’Ats Cttà metropolitana di Milano, di cui fa parte anche Lodi: "Siamo alla saturazione delle stanze dell’albergo, quindi sembra che il bisogno di questo servizio stia crescendo", ha dichiarato Antonio Crisafi, direttore del Covid Hotel di Lodi Vecchio. In due settimane sono state gestite, in totale, 27 persone. Quattro sono state “dimesse“ dal Covid Hotel ma nessuna è tornata negativa al virus e dunque completamente guarita. Tra queste, uno dei contagiati ha trovato una soluzione per proseguire la quarantena presso il proprio domicilio. Gli altri, invece, hanno registrato un lieve peggioramento e sono state riportati in ospedale. Per accedere al Covid Hotel, infatti, che non è una struttura sanitaria, bisogna avere febbre e saturazione, misurati quattro volte al giorno, nei parametri.

Laura De Benedetti