Lodi, 7 luglio 2011 - Finiranno a processo il 14 dicembre con l’accusa di truffa le 5 persone coinvolte nell’inchiesta della Procura di Lodi sulla bonifica di gasolio effettuata lungo la “roggia Bardana-Filippina” di Lodi nel giugno 2006. Il giudice per l’udienza preliminare Isabella Ciriaco ha disposto ieri mattina il rinvio a giudizio per l’ex capo della Provinciale di Lodi, Angelo Ugoni, 50 anni, per l’ex dirigente del Settore tutela ambiente della Provincia, Claudio Samarati, 46 anni, e per l’ex responsabile del Settore rifiuti dello stesso ente, Damiano Gritti, 43 anni.

 

Assieme a loro finiranno alla sbarra anche Stefano Sommi, 48 anni, direttore tecnico della ditta Aboneco srl, e Maria Rosa Zorzolo, 49 anni, legale rappresentante e amministratore della stessa azienda. Samarati, Gritti e Ugoni sono accusati anche di falsità ideologica commessa da pubblici ufficiali in atti pubblici.

 

L’inchiesta era nata dall’esposto del giudice del Tribunale fallimentare Pierluigi Stolfi, il 29 novembre del 2007, assieme ad un altro esposto, rimasto anonimo. Secondo la Procura, i 5 indagati si sarebbero procurati un ingiusto profitto di 944.218 euro a danno della Provincia di Lodi e del fallimento della ditta Madital spa». A causa di un serbatoio di idrocarburi lasciato inavvertitamente aperto nell’area dell’ex Madital in località Cascina Carazzina ed allagato dalle piogge una grande quantità di gasolio era finita nella vicina roggia. La bonifica era stata affidata alla ditta Aboneco Srl di Mortara (Pavia), i cui manager avrebbero secondo i pm «gonfiato» le fatture inserendo al loro interno «fogli di lavoro e documenti di trasporto non corrispondenti alle reali prestazioni fornite».

 

I fogli erano stati firmati per la Provincia di Lodi dal direttore dei lavori (Samarati) o da uno dei suoi delegati (Gritti, Ugoni), che per il pm titolare del fascicolo Paolo Filippini avrebbero «attestato falsamente l’avvenuta esecuzione dei lavori di messa in sicurezza nonché il ricevimento dei materiali e della manodopera da parte della Aboneco srl». Il costo dell’operazione, anticipato dalla Provincia, era stato poi riversato nel passivo della Madital Spa. Le vittime della presunta truffa, identificate nella Provincia di Lodi e nel curatore fallimentare della Madital, hanno già annunciato di volersi costituire parte civile.