Milano, 29 gennaio 2020 

LETTERA 

Ma sì, viviamo anche questa domenica a piedi. Sarà un successo per chi pensa che fermare le auto per un giorno sia la soluzione di tutti i problemi. Tra amministratori si scambiano accuse di demagogia, se smettessero di rimpallarsi responsabilità e lavorassero in accordo, forse ci guadagneremmo tutti. Riccardo P., Milano​

RISPOSTA

Le cose cambiano. Dall’austerity degli anni Settanta per far fronte alla crisi petrolifera che aveva fatto schizzare i prezzi del greggio a livelli insostenibili, alla prossima domenica a piedi a Milano per evitare che lo smog e l’inquinamento prodotto dalle auto creino altri danni. Nel mezzo, quasi cinquant’ann. A sottolineare come siano cambiate le cose. Forse perché bambino, del blocco auto per risparmiare sul petrolio ho ricordi divertiti. C’erano i pattini e strade da conquistare e i “grandi“ mi parevano adagiati su una serena rassegnazione. Di questo remake che andrà in scena il 2 febbraio colpisce invece la polemica e il mugugno. Ormai ogni provvedimento antismog innesca un tutti contro tutti che non fa bene a chi, alla fine, coi divieti fa i conti. E soprattutto rende insopportabile e amara la pillola da inghiottire. Se tra Comune di Milano e Regione Lombardia ci fosse maggiore collaborazione sul tema e si arrivasse a un piano più ampio dei confini di una città, magari qualche risultato in più si otterrebbe. Soprattutto i cittadini sarebbe meno confusi e sospettosi.