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Coppa Bernocchi, da Coppi a Merckx: quante stelle in cento anni

Un secolo di grandi protagonisti nella corsa ciclistica di Legnano

di GABRIELE MORONI
Ultimo aggiornamento il 5 settembre 2018 alle 07:10
Sonny Colbrelli vince la Coppa Bernocchi 2017

Legnano (Milano), 5 settembre 2018 - Da dove cominciamo? Dalla ferrea volontà di Pino Cozzi, grande sportivo, presidente dell’Unione sportiva Legnanese, dalla munificenza del senatore Antonio Bernocchi, industriale del cotone, mecenate e filantropo, e dalla prima edizione, il 6 settembre 1919, vinta da Ruggero Ferrario? No, cominciamo dall’edizione del ventennale, che si disputa l’8 ottobre del 1939. Adolfo Leoni precede in volata un ragazzo piemontese di vent’anni, smilzo e timido, ancora tesserato fra i dilettanti. Si chiama Fausto Coppi. Coppi fa propria la Bernocchi del 1954, che per la prima volta si disputa a cronometro, valevole come prova del campionato italiano. Per il Campionissimo è un “annus horribilis”. Ha perduto malamente il Giro d’Italia e il titolo iridato su strada conquistato l’anno prima a Lugano. Al Giro è deflagrato in pubblico lo scandalo della Dama bianca, Giulia Occhini, la donna che diventerà la sua seconda compagna. 

Poco prima del nuovo successo a Legnano, Ferrario ha vinto a Zurigo il campionato mondiale su strada. È il primo italiano a vestire la maglia arcobaleno. Non sono molti i corridori che hanno fatto il bis: Giuseppe Pancera (1926, ’29), Mario Ricci (1947, ’49), Rik Van Loy (1957, ’58), Franco Bitossi (1968, ’76), Giuseppe Saronni (altro parabiaghese, 1980, ’81), Guido Bontempi (1987, ’88), Rolf Soerensen (1989, ’93), Sacha Modolo (2012, 2013). Danilo Politano si è imposto in tre edizioni consecutive (2005, 2006, 2007). Curioso l’epilogo dell’edizione del 1953. Giorgio Albani, futuro direttore sportivo di Merckx alla “Molteni”, e Toni Bevilacqua, bravo passista, buon velocista, ottimo inseguitore su pista, si presentano sul traguardo talmente appaiati che è impossibile stabilire che l’abbia tagliato per primo. La giuria esce dalle secche assegnando la vittoria ex aequo a entrambi. Nell’albo d’oro i nomi di Motta, Adorni, Basso, Gimondi. Aldo e Francesco Moser, Battaglin, Cassani, Nibali. Nel 1973 Felice Gimondi vince in via XX Settembre. Poche settimane dopo è campione del mondo a Barcellona. Una volata drammatica per piazzare la ruota davanti a quelle di Freddy Maertens, Luis Ocaña e (finalmente) Eddy Merckx. Quel giorno per il “cannibale” non ci sono medaglie.

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