Davide Crepaldi
Davide Crepaldi

Legnano (Milano), 11 gennaio 2020 - Ci sono candidati pronti a sfidarsi in primarie organizzate ad hoc, candidati solo “formali” e altri che restano nascosti: ci sono anche nomi che, per qualche settimana sulla bocca di tutti, abbandonano per ora ogni velleità, un po’ per motivi personali e un po’ perché l’unità di intenti dello schieramento di riferimento non si è palesata.

Davide Crepaldi è stato il nome più chiacchierato come possibile candidato, un po’ a sorpresa, di una coalizione di centro sinistra, a trazione Pd ma con parte di motore giallo-nero, come la lista civica di appartenenza, riLegnano. L’ipotesi è invece tramontata e a confermarlo è lo stesso Davide Crepaldi, ex consigliere comunale poi costretto a “lasciare” dopo che il lavoro lo aveva condotto lontano dalla città natale: "È stata una combinazione di cose che ha fatto sì che lasciassi ogni “pretesa” di candidatura – spiega -. Il primo limite è lavorativo perché la distanza (Crepaldi ha un progetto di ricerca che sta coordinando a Trieste) è oggi un problema. L’idea l’ho avuta per parecchio tempo e so che se ne è parlato “sottotraccia“. Ovviamente sarebbe stato necessario anche avere una coalizione coesa, con un progetto condiviso e pronta a spendersi sui temi principali che anche riLegnano aveva in programma: sostenibilità ambientale ed economica, attenzione agli ultimi prima di tutto".

Il fatto che la coesione sia venuta a mancare è il secondo elemento che ha contribuito alla scelta?
"L’evolversi del dibattito non mi pare sia andato in quella direzione. C’è la rincorsa a una coalizione molto grande, probabilmente competitiva dal punto di vista elettorale ma capace di mettere in forse l’allineamento sui punti di programma: non mi interessa una coalizione “per battere gli altri“. C’è poi una fiducia incondizionata nel “civismo”, che va benissimo e non potrei dire diversamente vista la mia appartenenza, ma questo da solo non basta. Governare significa avere una proposta, non basta dire “noi siamo onesti” che dovrebbe essere il presupposto di tutti i contendenti in gara. Tutti i candidati, poi, devono essere in grado di mettersi a disposizione della coalizione abbandonando ogni velleità troppo personalistica".
Di cosa ha bisogno Legnano?
"Di guardare avanti, superando alcune posizioni che negli ultimi anni sono state riproposte senza considerare la situazione contingente: insistere sul ritorno di un’industria che ormai non esiste più, faccio solo questo esempio, appare ormai anacronistico e forse è arrivato il momento di muoversi in una diversa direzione per garantire, e ridisegnare, il futuro della città".
In questo scenario riLegnano come si muoverà?
"Siamo attirati da progetti condivisi e dalle idee dialcune forze, in primis i Verdi. Serve una realtà consolidata capace di sposare quella stessa filosofia: sostenibilità ambientale per andare avanti e non indietro, con nuove occasioni di lavoro e una forma di terziario avanzato. Una coalizione che si aggreghi a partire da Pd, Verdi, e civiche - compresa riLegnano - sarebbe dunque un’idea praticabile e risulterebbe solida. I tempi sono contratti e tutti ne stanno prendendo consapevolezza... è il momento per tutti di abbandonare la comfort zone. Siamo piccoli e non possiamo decidere da soli le cose, ma stiamo cercando di muovere gli ingranaggi giusti".