Legnano (Milano), 6 luglio 2018 - Tre milioni di euro per l’area della Franco Tosi non bastano e, ancora una volta, si ricomincia da capo dopo una trattativa estenuante che ha la prima conseguenza di bloccare a tempo indeterminato ogni possibile ipotesi di scenario futuro per la storica azienda legnanese: la notizia dell’ennesima doccia fredda - questa volta inattesa - è arrivata a margine di un incontro tra i rappresentanti della proprietà Franco Tosi e il commissario straordinario Andrea Lolli, che amministra le sorti dell’area su cui sorge l’azienda. La delusione di Alberto Presezzi è forte ed evidente. Racconta di essersi adirato non appena avuta la notizia, ma di aver ritrovato già la calma: «Dobbiamo fare le persone serie. Inutile dire ogni volta «me ne vado, non c’è speranza». Non lo dirò: ho avvertito i sindacati e il sindaco di quanto successo e ora resto a vedere quali sviluppi avrà la vicenda. Intanto però il tempo passa, noi continuiamo a pagare l’affitto dell’area, ma allo stesso tempo non possiamo fare investimenti. Forse il commissario potrà dire di aver tenuto duro, ma non so se questo atteggiamento avrà un’utilità sul lungo periodo». Alberto Presezzi

Presezzi fa la propria parte di imprenditore, ma questo lungo tira e molla pare non avere fine: «Ormai ci siamo abituati ai giochetti. Non si tratta di malintesi, ma di un atteggiamento che nei nostri confronti si ripete: facciamo un’offerta, con una certa validità, non ci danno nessuna risposta e, a due mesi dalla scadenza della validità della nostra offerta, siamo noi a dover sollecitare un incontro per avere una risposta». «All’incontro con Lolli ci hanno detto che il comitato di sorveglianza ha ritenuto non congrua la nostra offerta - continua Presezzi -. Certo, ora il commissario si prenderà dunque tutti il tempo che vorrà per un bando di gara». «Noi abbiamo mostrato che il valore reale dell’area è di 1,8 milioni di euro - incalza il patron della Tosi -. Il commissario fa invece finta di non vedere e continuiamo a non ricevere risposte». Ma c’è una strategia? «Non so, spero non sia quella di incassare comunque i nostri 100mila euro di affitto al mese - sottolinea - per poi uscire con aste al ribasso, facendo passare il tempo e senza dare l’opportunità di sviluppo all’azienda in una situazione di incertezza».