La Tintex di Mesero
La Tintex di Mesero

Mesero (Milano), 21 giugno 2018 - Lo sfratto  esecutivo alla Tintex Italia srl è stato rimandato. Era in programma per ieri mattina alle 9, ma l’ufficiale giudiziario entrato nello stabilimento di via Enrico Mattei ha rinviato tutto al 30 luglio, in accordo con gli avvocati delle parti. Nessuna chiusura, quindi. La produzione continua, almeno per il momento. La bandiera tricolore che svetta sul cancello d’ingresso, continua a sventolare. Dire che le cose si possano risolvere per il meglio però sembra per ora prematuro. Cosa è accaduto alla Tintex Italia di Mesero? La società a responsabilità limitata è morosa nei confronti della società proprietaria dell’immobile per circa 230mila euro. In buona sostanza non sono stati pagati alla proprietà i ratei di affitto. Ed è un grande problema perché lo stabilimento di tintoria pare funzionare molto bene e fattura circa 200mila euro al mese.

Il problema più grosso sono quei 31 lavoratori da salvare, perché rischiano di rimanere a casa una volta che lo sfratto diventerà esecutivo. Pare che la scadenza del 30 luglio sia improrogabile e non ci saranno ulteriori rinvii. Cercare di salvare i lavoratori e le loro famiglie in un periodo in cui la crisi la fa da padrona risulta quindi l’aspetto più importante sul quale lavorare. La Tintex Italia, che si è insediata nell’area industriale a ridosso dell’autostrada A4 di Mesero in via Mattei, sarebbe di proprietà al 100 per cento della Tws di Matteo Pinciroli. L’imprenditore specializzato nel settore tessile e delle concerie già main sponsor di Atalanta, Legnano basket e Serie A di calcio femminile. Tws dichiarata fallita il 9 febbraio dalla sezione fallimentare del tribunale di Milano. Ma la Tintex Italia, evidentemente, non è stata trascinata nel fallimento e ha continuato la propria attività. Proprietaria dell’immobile e, quindi, creditrice dei ratei di affitto non versati è un’altra società che porta, praticamente, lo stesso nome, ovvero Tintex. L’obiettivo, per scongiurare lo sfratto, è quello di arrivare ad un accordo che piaccia ad entrambe le parti.

Magari con un pagamento immediato dilazionando nel tempo la cifra rimanente. Ad oggi però non c’è nulla di concreto e si continua a prendere tempo. Ieri nessuno voleva parlare alla Tintex Italia e i legali delle parti debbono mantenere il giusto riserbo cercando le soluzioni che facciano il bene di tutti.