Canegrate (Milano), 18 maggio 2018 - Una bella boccata d’ossigeno. Finalmente. Dopo oltre un anno di incertezze e di nuvole nere, l’orizzonte inizia a schiarirsi per i circa 110 lavoratori della Parcol di Canegrate. La storica impresa di via Isonzo che da decenni è leader a livello internazionale nella produzione di valvole, è stata acquisita dalla multinazionale giapponese Koso, società non nuova al mercato italiano visto che ha una filiale anche a Rho.

Gli ultimi sono stati giorni da thriller per la Parcol: il pericolo che l’asta indetta dal tribunale sarebbe andata deserta era più che mai concreto e questo avrebbe significato essenzialmente non solo ulteriori incertezze, ma anche la possibilità del subentro di aziende che avrebbero puntato al ribasso. L’intervento della società giapponese si è rivelato quindi quantomai provvidenziale nel salvataggio della Parcol. Koso si è aggiudicata l’azienda canegratese per poco più di nove milioni di euro e dovrà rispettare, fra le altre regole del bando emesso dal tribunale, il mantenimento degli attuali livelli occupazionali. Tradotto: nessuno degli attuali dipendenti della Parcol dovrebbe rischiare di perdere il lavoro. «Siamo ottimisti, questa operazione fa ben sperare per il futuro. Koso si è presentata in modo serio, ora però attendiamo di capire quali saranno i programmi dei giapponesi per il futuro. Aspettiamo di avere chiarezza sul piano industriale» commenta Antonio Del Duca della Fiom Cgil Ticino Olona. Nei prossimi giorni i sindacati chiederanno un incontro con la proprietà: «Vogliamo conoscere i piani futuri dei nuovi vertici di Parcol».

Quella di Koso è un’operazione altamente strategica non soltanto per il valore dell’azienda che la società giapponese ha scelto di acquisire, ma anche perché di fatto quello delle valvole è un settore nel quale la realtà nipponica è già presente. Non si tratta, quindi, soltanto di una mossa commerciale. Ora i lavoratori sperano che il futuro, almeno quello prossimo, possa essere più roseo rispetto agli ultimi anni, che avevano visto la Parcol alle prese con numerose difficoltà. E anche con il rischio concreto di chiusura definitiva dell’attività.