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La Franco Tosi deve lasciare Legnano? I motivi del no

Il trasloco della storica fabbrica di turbine potrebbe non avvenire: ecco perché

di CRISTIANA MARIANI
Ultimo aggiornamento il 15 marzo 2018 alle 20:24
Alberto Presezzi e Andrea Lolli

Legnano (Milano), 15 marzo 2018 - La Franco Tosi rimane a Legnano o trasloca, magari in Brianza? L'interrogativo va avanti ormai da mesi. Tanti mesi. Troppi. Troppi per dei lavoratori che ormai da anni convivono con interrogativi di vario genere sul futuro. In questo caso, fortunatamente, non si tratta di sapere se il posto di lavoro rimarrà. Sembra, almeno questa è la speranza di tutti, che questa volta i livelli occupazionali non siano in discussione. Di certo, però, continuare a lavorare in piazza Monumento a Legnano oppure essere obbligati a percorrere ogni giorno decine di chilometri per andare in fabbrica rappresenterebbe un cambio di vita notevole.

Ci sono aziende che devono far fronte a problemi maggiori, si potrebbe far notare. Ed è anche quello che fanno notare alcuni sindacalisti. Proprio per questo la sensazione, pochi giorni dopo l'incontro al ministero per lo Sviluppo economico fra le parti, è che un accordo per la compravendita dell'area sulla quale si trova la Franco Tosi possa essere molto vicino. Alberto Presezzi - imprenditore preciso, concreto, diretto, ma anche molto coraggioso - ha salvato la Franco Tosi acquistandola nel 2015. Il commissario straordinario Andrea Lolli ha traghettato l'azienda dall'inferno della gestione Gammon a uno speranzoso presente di quella di Presezzi e si sta occupando di gestire le aree. Il primo offre poco meno di due milioni di euro per l'acquisto dell'area in questione, il secondo ne chiede, secondo le perizie svolte, almeno quattro volte tanto. 

Una differenza che a oggi sembra incolmabile, ma che i sindacati e i lavoratori si augurano possa assottigliarsi sempre di più già a partire dai prossimi giorni. Un nuovo incontro a Roma potrebbe essere entro breve fissato per i primi giorni di aprile. "Speriamo che quello possa essere un incontro decisivo per il futuro della Franco Tosi - affermano i sindacati -. Questa fabbrica deve rimanere a Legnano tanto per la professionalità dei suoi lavoratori quanto per le caratteristiche stesse della struttura dell'azienda". 

Difficile immaginare Legnano senza la Tosi, difficile immaginare la Tosi via da Legnano. Anche per motivi pratici. Primo fra tutti il "bunker", ovvero il reparto della fabbrica di piazza Monumento che consente di compiere test su impianti di dimensioni notevoli. Le caratteristiche del bunker legnanese sono molto rare e sono poche in Europa le strutture come questa. Quanto potrebbe costare in termini di soldi e tempo ricreare un ambiente del genere in un'altra località? In nel tempo in cui si ricostruirebbe il bunker, cosa succederebbe alle commesse già in essere? Quanto potrebbero costare le penali per eventuali ritardi? Ne varrebbe la pena?

Dal punto di vista dell'ordine pubblico, inoltre, senza un'attività produttiva all'interno di un'area così vasta ci si ritroverebbe ad avere uno spazio che potrebbe finire alla mercè della criminalità prima di essere riconvertito in qualcosa di utile alla cittadinanza. 

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