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La Franco Tosi di Legnano

Legnano (Milano), 2 marzo 2018 - I lavoratori della Franco Tosi non si sono dati per vinti e ieri hanno anche sfidato il maltempo dando vita a un presidio a Roma davanti alla sede del ministero dello Sviluppo economico. Ottenendo un risultato importantissimo: la convocazione di un tavolo tra le parti per martedì 13. «In quella data non ci saranno più scuse, alibi o giustificazioni: si dovrà giocare a carte scoperte» sottolinea Christian Gambarelli, segretario generale della Fim Cisl Milano Metropoli. La proprietà, ovvero l’imprenditore Alberto Presezzi, chi gestisce le aree su cui si trova la fabbrica di turbine, ovvero il commissario straordinario Andrea Lolli, il Comune di Legnano e un esponente del nuovo Governo della Regione Lombardia: tutti a Roma, nella sede del ministero, tutti attorno a un tavolo. Tutti a parlare, si spera in via definitiva, del futuro della Franco Tosi e dei suoi circa 300 lavoratori.

Perché, una volta salvati definitivamente la fabbrica e i posti di lavoro, l’attenzione si è spostata su un tema molto caldo: la compravendita delle aree. Impossibile per l’attuale proprietà della Franco Tosi pensare di rimanere in affitto per diverso tempo e poi pagare diversi milioni di euro per acquistare l’area, andando così a spendere una cifra considerata dall’imprenditore brianzolo astronomica. Da tempo quindi è spuntata l’ipotesi trasloco: la Tosi potrebbe lasciare Legnano per spostarsi in Brianza, dove Presezzi ha già un’azienda, oppure in un altro territorio vicino, dove la cifra da pagare non sarebbe così alta come in piazza Monumento a Legnano.

«Se Presezzi vuole fare investimenti - prosegue Gambarelli -, nell’area dell’attuale Tosi le potenzialità non mancano. I lavoratori stanno da tempo dalla parte di Presezzi: fino ad oggi hanno lavorato, fatto straordinari, si sono impegnati al massimo e continueranno a farlo. Siamo tutti dalla parte di Presezzi, se Presezzi è disposto a investire sulla Tosi». Adesso bisognerà capire quanto le parti in gioco saranno disposte a cedere per andare le une incontro alle altre. La partita, probabilmente quella decisiva, si giocherà il 13 marzo a Roma.

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