I lavoratori della Bormioli in sciopero
I lavoratori della Bormioli in sciopero

Abbiategrasso (Milano) - I lavoratori della Bormioli di Abbiategrasso tornano a protestare. Ieri mattina hanno scioperato davanti all’ingresso dell’azienda per otto ore, come già fecero pochi giorni fa perché nessuna delle loro rivendicazioni è stata accolta. Era presente anche una delegazione del sindacato della Cub che sta sostenendo gli interessi dei lavoratori tentando di intavolare un dialogo con la Bormioli Luigi, vetreria specializzata in contenitori per la profumeria e per la distilleria situata in via Filippo Maria Visconti a Castelletto Mendosio di Abbiategrasso.

"Motivo di allarme tra i lavoratori è il rifacimento del forno – hanno spiegato Nanda Garavaglia e Hazal Koyuncuer dei Cub – Questo perché la prossima chiusura del forno durerà circa due mesi e non è stata discussa con i lavoratori, i quali, ad oggi, non conoscono né la data della chiusura dello stesso né la loro sorte retributiva per il periodo di fermo dell’attività". Oltre a questo le lavoratrici e i lavoratori rivendicano l’aumento dei salari, il riconoscimento della rappresentanza sindacale, la sicurezza nel posto di lavoro e la discussione collettiva sulla contrattazione aziendale. "Dopo lo sciopero dello scorso 15 ottobre – continuano i rappresentanti dei Cub – abbiamo incontrato i vertici aziendali, ma loro non riconoscono il nostro sindacato come interlocutore, nonostante sia il sindacato più rappresentativo all’interno dell’azienda". L’impresa è un colosso nell’arte del vetro da generazioni, con la sede principale a Parma e filiali a Parigi, in Francia, e a New York, negli Stati Uniti. Mille lavoratori occupati e una produzione che supera i 250milioni di pezzi l’anno utilizzando i forni dislocati nei due stabilimenti di Abbiategrasso e Parma.

«Da anni vanta un utile significativo – aggiungono i Cub – L’azienda ha affermato che non è disponibile a ricompensare gli sforzi dei lavoratori che mantengono operativa la Bormioli 24 ore su 24, con aumenti salariali. Per convogliare le risorse economiche verso le macchine e la tecnologia. Come Cub riteniamo che il cuore della fabbrica sia soprattutto rappresentato dai suoi lavoratori, il benessere di questi ultimi deve essere anche nell’interesse dell’azienda. Lavoratrici e lavoratori continueranno a lottare per i loro diritti, per la loro dignità e per la sicurezza sul luogo di lavoro".