Il treno simulato alla Casa Famiglia di Villa Cortese
Il treno simulato alla Casa Famiglia di Villa Cortese

Villa Cortese (Milano), 3 ottobre 2019Un vero e proprio treno simulato con poltrone, suoni e video di luoghi appartenenti alla storia della persona affetta da Alzheimer, che consentirà all’anziano residente nella struttura protetta di affrontare un viaggio della memoria con importanti benefici sul piano del comportamento e dell’umore, riducendo tra l’altro anche l’assunzione di farmaci.

Il progetto – ce ne sono quindici in tutta Italia – è approdato anche nel Legnanese, e precisamente alla Casa Famiglia di Villa Cortese, gestita da Sodalitas-Fondazione Mantovani. È stato presentato l’altra sera alla presenza, tra gli altri, del professor Marco Trabucchi, direttore del gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia e presidente dell’associazione italiana di psicogeriatria. La terapia del treno aiuta le persone che soffrono di demenza e Alzheimer a diminuire i disturbi del comportamento come ansia, agitazione e affaccendamento. Questo metodo offre la possibilità di avere delle intuizione, non dei ricordi analitici ma ricordi di atmosfere, di situazioni, spesso positive come quelle dell’infanzia: è un modo per ridare senso alla vita.

Una violta entrati nel vagone, con l’assistenza del personale di casa, seduti su poltroncine contenitive, gli anziani affetti da Alzheimer possono riassaporare ricordi ed emozioni perdute, ritrovando pace e serenità. In una situazione di decadimento cognitivo inarrestabile, è possibile stemperare alcuni disturbi comportamentali. Contemporaneamente si mantiene e si alimenta la sfera affettiva ed emotiva poiché, l’anziano colpito da demenza, mantiene attivi i canali affettivi ed emozionali. Il treno è uno degli approcci non farmacologico alla gestione delle demenze messe in atto quotidianamento nelle strutture di assistenza, al pari della Doll terapy, la terapia della bambola, della stanza multisensoriale , la musicoterapia recettiva ed ambientale e l’arteterapia.