Vaccino anticovid all'ospedale di Legnano
Vaccino anticovid all'ospedale di Legnano

Busto Garolfo (Milano), 17 gennaio 2021 - È stata la bustese Valentina Tunice, classe 1988 e infermiera all’ospedale di Legnano, ad essere tra i primi operatori sanitari a fare il vaccino contro il Sars-cov2. Dopo aver contratto il virus ed essere stata in quarantena la scorsa primavera durante la prima fase della pandemia, il 6 gennaio intorno a mezzogiorno in una saletta del centro prelievi i colleghi del nosocomio legnanese hanno provveduto ad iniettare la prima dose del vaccino targato Pfizer-BioNtech. Tra qualche giorno il richiamo e poi Valentina Tunice potrà continuare il proprio lavoro senza più temere il contagio.

«Sono stati mesi molto difficili - racconta -. Lavoravo nel reparto di Pediatria, poi sono stata trasferita al Pronto soccorso per assistere i colleghi impegnati in prima linea nella lotta al coronavirus. Dopo qualche settimana, il Sars-cov2 ha infettato anche me e tutto si è fatto più complesso". La paura di piombare in un nuovo contagio e non poter fornire un sostegno professionale a medici e infermieri ha tolto ogni dubbio dalla mente di Valentina Tunice sull’opportunità di vaccinarsi. "Certo il pensiero critico c’è sempre, non è una cosa che si fa a cuor leggero. Ma io ho fiducia nella medicina e credo che in questi mesi siano stati fatti passi da gigante. Nella storia la medicina ha salvato tantissime vite e questa volta ci porterà fuori anche dalla palude del covid-19". Per il 27 gennaio è prevista la seconda inoculazione, nel frattempo l’infermiera bustese prosegue il proprio lavoro nell’unità pediatrica del nosocomio legnanese. "Il nostro reparto non ha registrato un numero eccessivo di casi, la Terapia intensiva ha dovuto convivere invece con una situazione molto difficile". Sulla possibilità di sconfiggere il virus attraverso un protocollo vaccinale esteso, l’infermiera non ha dubbi: "Attraverso i vaccini abbiamo praticamente sconfitto piaghe come il tetano e la difterite che in passato hanno fatto tante vittime. Purtroppo, in alcuni Paesi del terzo mondo questa realtà ancora esiste a causa di un’inadeguata campagna vaccinale".

Anche il web andrebbe idealmente vaccinato secondo l’infermiera bustese, che mette in guardia dalla diffusione continua di notizie non veritiere che spesso confondono gli utenti meno esperti. La soluzione rimane sempre quella di ricorrere al medico di fiducia per avere la certezza sulla reale efficacia dei protocolli farmacologici. "Fate le vostre scelte confrontandovi sempre con il medico di base - sottolinea -. Affidarsi ad internet per questo tipo di scelta è sempre un rischio. Dal web traiamo spunti per le ricette di cucina e per qualche pettegolezzo, per quanto riguarda la salute contattiamo sempre il nostro medico". Per Valentina Tunice il vaccino ha rappresentato una liberazione dopo mesi vissuti nella paura per sé, per la famiglia e per tutte le persone con cui è venuta in contatto. Dopo la seconda dose, la trentatreenne infermiera volterà finalmente pagina. "In effetti – conclude – sarà il mese di febbraio quello della svolta effettiva . A un anno dai primi contagi si riparte con una nuova speranza".