Pierfrancesco Favino interpreterà Bettino Craxi
Pierfrancesco Favino interpreterà Bettino Craxi

Pavia, 20 marzo 2019 - Il film c’è, ma non si vede. E non si deve vedere. Sono state convocate per questa mattina alle 6 le oltre 500 comparse scelte dalla produzione del film «Hammamet» per girare tra Legnano e San Vittore Olona alcune scene dell’opera del regista Gianni Amelio sulla vita di Bettino Craxi, storica e controversa figura politica del Partito Socialista che ha cambiato l’Italia.

Le riprese sono cominciate lunedì a Pavia e proseguiranno oggi a Legnano all’interno di alcuni capannoni ex Franco Tosi, ma tutto si sta svolgendo nel più stretto riserbo. Ieri all’interno dell’area industriale ormai praticamente dismessa di via San Bernardino i camion della produzione cinematografica erano diversi, lo staff numeroso e qualcuno è entrato nello stabilmento addirittura con un’auto. Tutto il capannone era stato allestito con bandiere tricolori, dell’Europa, ma soprattutto con i vessilli del Partito Socialista. Tutto dovrà infatti essere coerente con gli anni Settanta e Ottanta, il periodo storico in cui sarà ambientata la sequenza all’interno del capannone industriale. Nulla è lasciato al caso e, anche se ieri dalle parti di via San Bernardino non erano attese comparse, il set è sempre blindato. Chiunque si avvicini viene mandato via, in modo discreto ma deciso. Il film è arrivato in città, ma probabilmente Legnano se ne accorgerà soltanto oggi a causa delle tante auto parcheggiate nei pressi della ex Franco Tosi. Inutile attendere i protagonisti della pellicola, Pierfrancesco Favino e Claudia Gerini: se anche dovessero passare da queste parti, sarebbero inavvicinabili per volere dello staff della produzione.

Questa mattina si dovrebbero girare le scene legnanesi e presumibilmente quella di domani sarà la giornata del ciak a San Vittore Olona. Anche in questo caso, il riserbo su location e modalità è massimo. Il passaggio di questo film lascia comunque un’idea alla città di Legnano: perché non mettere le aree dismesse della città, che ormai non possono servire più a molto, a disposizione di produzioni televisive e cinematografiche? D’altro canto, l’architettura industriale che caratterizza questo territorio difficilmente si può trovare in altre zone d’Italia. Sarebbe un modo per togliere dal degrado queste aree - il tasso di sicurezza in alcuni locali degli stessi capannoni ex Tosi è decisamente basso -, farle rivivere e rendere più appetibile anche tutta la città. Se è vero, infatti, che ci sono cittadini che arrivano persino da Vicenza per visitare Morimondo dopo il film «Cado dalle nubi» di Checco Zalone, perché non incentivare il «turismo cinematografico» anche a Legnano?