Laura Pirovano
Laura Pirovano

Sedriano (Milano), 11 luglio 2019 - Non è vero che tutti i cervelli sono in fuga. Laura Pirovano, di Sedriano, fa parte di un gruppo di ricercatori dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, guidato dalla dottoressa Marina Mapelli. Un gruppo salito recentemente alla ribalta scientifica grazie alla scoperta della struttura atomica e del meccanismo di funzionamento di alcune proteine responsabili della divisione cellulare, un processo fondamentale nella vita di ogni cellula. Laura Pirovano ha compiuto 29 anni lo scorso 4 luglio e si è laureata in Biologia applicata alla ricerca biomedica all’Università degli Studi di Milano. Oggi lavora allo Ieo, l’Istituto Europeo di Oncologia, nel campus di ricerca, e sta frequentando un programma di dottorato in Molecular Oncology presso la Semm, Scuola europea di medicina molecolare, frutto di una collaborazione tra Ieo e Università di Milano.

"Questo lavoro che garantisce enormi soddisfazioni – dice –. Fino a ora non ho mai fatto esperienze all’estero, solo qualche sporadica partecipazione a conferenze scientifiche durante gli anni di dottorato". La svolta è arrivata appena dopo la laurea, nel 2015: "Mi è stata offerta una posizione nello stesso gruppo in cui ho lavorato durante la tesi, che è quello in cui sono attualmente, ed essendo interessata al progetto ho accettato con entusiasmo. Non ho mai sentito la necessità di abbandonare l’Italia". E così la ricercatrice sedrianese si è lanciata in quest’avventura che sta portando a ottimi risultati nel campo della lotta ai tumori.

Partendo dal fatto che la cellula tumorale, a differenza di quella sana, prolifera in modo disordinato – dando luogo ad insiemi eterogenei di cellule chiamati cancro –, il lavoro svolto dall’equipe ha permesso di scoprire aspetti inediti di tale processo, studiando due proteine che regolano la divisione cellulare: NuMa e Lgn. Due proteine che svolgono un ruolo importante nel regolare l’equilibrio dell’organismo. Grazie a tale scoperta sarà possibile pensare di “correggere” il malfunzionamento di alcune proteine, per esempio trovando una molecola in grado di intervenire sui geni che la regolano. "E stiamo aprendo nuovi progetti che ci permetteranno di investigare ancora più a fondo questi processi".