Carabinieri sul luogo della rapina, al Beerbanti di Canegrate
Carabinieri sul luogo della rapina, al Beerbanti di Canegrate

Canegrate (Milano) - «Adesso lo posso dire: ho ripreso fiducia nella giustizia!". Giuseppe Cozzi commenta così la sentenza che ha condannato a 15 anni di reclusione, Ion Railean il suo aggressore, colui che con una coltellata lo aveva ridotto in fin di vita. Era il capodanno del 2016 e l’ex cuoco della Birreria Beerbanti alle prime luci dell’alba si era presentato insieme a due complici per una rapina finita poi nel sangue. "Sono felice per la sentenza perché il pubblico ministero aveva chiesto 10 anni ed il giudice ne ha inflitti 15 che spero li sconti tutti in galera". L’imputato, tramite il suo legale, chiederà un riesame della sentenza perché ritenuta troppo pesante rispetto alle responsabilità personali. Il moldavo ha raccontato al giudice di aver compiuto la rapina costretto dalla pressione dei due complici, per via di alcuni debiti contratti con la malavita dell’est Europa. "Sono tutte baggianate che si è inventato. La realtà è che si è presentato con due amici per rapinare e farmi del male, completamente annebbiato da alcol e cocaina. Io sono vivo per miracolo".

Cozzi, trascinato come un sacco all’interno del suo locale, colpito da una coltellata profonda e con sangue ovunque, è sopravvissuto grazie all’intervento della moglie che non vedendolo rientrare si è presentata al locale, trovandolo agonizzante. Da allora sono passati cinque anni e l’ex cuoco è stato condannato. Ma all’appello mancano gli altri due complici. Uno è stato riconosciuto, ma è latitante. Dall’altro invece nessuno sa niente: non ha identità al momento e potrebbe essere ovunque. "Mi spiace perché devono pagare anche loro per quello che hanno fatto. Purtroppo sono spariti nel nulla. È già un miracolo aver preso il mio carnefice, colui che durante la stessa serata si era presentato al locale per farmi pure gli auguri di buon anno, salvo poi tornare poco dopo per accoltellarmi". Adesso la speranza per Cozzi si chiama certezza della pena: "Spero non scappi visto che è ancora dai genitori a Castellanza. Fra alcuni giorni dovrebbe entrare in carcere e deve scontare ogni giorno della sentenza per quanto fatto". Le ombre del passato comunque non si cancellano.