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29 mar 2022

Rescaldina, i vicini di Carol e Davide: "Sempre insieme, non davano confidenza"

Si comportavano come una coppia in una casa di corte. "Davide ha vissuto qui a lungo come se niente fosse "

29 mar 2022
christian sormani
Cronaca
I Carabinieri mentre pongono i sigilli ad uno degli appartamenti della corte in cui viveva Carol Maltesi e il suo omicida
I Carabinieri mentre pongono i sigilli ad uno degli appartamenti della corte in cui viveva
I Carabinieri mentre pongono i sigilli ad uno degli appartamenti della corte in cui viveva Carol Maltesi e il suo omicida
I Carabinieri mentre pongono i sigilli ad uno degli appartamenti della corte in cui viveva

Rescaldina (Milano), 30 marzo 2021 - Una casa di corte, parzialmente ristrutturata in via Barbara Melzi al civico 9 di Rescaldina. Questo lo scenario dove è avvenuto il delitto di Carol Maltesi e dove la stessa ragazza era andata ad abitare nell’aprile del 2021. Qualche mese dopo in quello stesso cortile, al primo piano, era arrivato anche quello che sarebbe diventato il suo carnefice: Davide Fontana, 43 enne impiegato di banca che si era trasferito da Milano per scegliere la tranquillità di provincia. Ma i due non li conosceva nessuno in paese, neppure il sindaco Gilles Ielo: "Non sappiamo chi siano perché non hanno mai partecipato alle iniziative del comune, né alla vita sociale. Siamo molto colpiti da questo sanguinoso fatto di cronaca. Sul nostro municipio c’è uno striscione che indica il numero antiviolenza per le donne. Abbiamo sempre cercato di fare cultura sull’argomento".

I due avevano avuto una relazione, che forse continuava, come ha spiegato Sara Medici, la vicina di casa: "Pensavamo stessero insieme. Erano spesso insieme e lui usava sempre l’auto di Carol". Nessuna confidenza coi vicini di casa però, un saluto veloce, due battute, nulla più. "Era schiva. Andava e veniva. Ogni tanto arrivava qui il figlio piccolo che a quanto sapevamo viveva col padre a Verona". Poi la vicina parla di Davide: "In questi due mesi ha continuato a vivere tranquillamente, come nulla fosse successo. Usava sempre la macchina di lei che parcheggiava fuori, nella via a fianco. Di tutto mi sarei immaginata, fuorchè di vivere di fianco ad un assassino". Sulle modalità dell’omicidio, i vicini non hanno udito alcunchè: "Non abbiamo sentito urla. Non ci siamo mai accorti di nulla e nessuno si poteva immaginare un delitto simile".

 

 

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