La scena del duplice omicidio avvenuto nel novembre 2016
La scena del duplice omicidio avvenuto nel novembre 2016

Canegrate (Milano), 7 dicembre 2018 - Sono stati condannati al carcere da 16 a 20 anni i cinque albanesi accusati dell’omicidio dei cugini connazionali Agron e Alban Lleshaj, freddati a colpi di pistola per questioni legate allo spaccio di droga dopo un inseguimento in auto, sotto un condominio, la notte tra il 9 e il 10 novembre del 2016. La sentenza per Edmond, Elidon, Pjeter Lleshaj (stesso cognome ma nessun grado di parentela con le vittime), Eduard Nikolli e Fation Stojan, è stata pronunciata dal gup Piera Bossi del tribunale di Busto Arsizio. Il procuratore aggiunto Giuseppe D’Amico aveva chiesto per tutti gli imputati la condanna all’ergastolo contestando la premeditazione, aggravante rigettata dal giudice.

Stando a quanto ricostruito, la banda avrebbe freddato i due giovani cugini perché cercavano di ampliare il traffico di cocaina nel Legnanese. Subito dopo però, la banda era fuggita per cercare di scampare alla legge del “Kanun”, il codice consuetudinario albanese che prevede la vendetta come obbligo “morale” verso i familiari uccisi. Per questa ragione i trafficanti di cocaina, prima di essere arrestati dal nucleo investigativo di Monza, avevano girato numerose città del centro e del nord Italia, uno era fuggito all’estero. Le indagini li hanno inchiodati tra Pistoia, Lucca e il Belgio.

I cinque condannati, secondo l’inchiesta, facevano capo ad un altro albanese denominato “il rosso”, e avrebbero agito per impedire ai due Lleshaj uccisi più un terzo cugino scampato all’esecuzione il fatto di voler prendere più potere nella gestione dello spaccio di cocaina tra Canegrate, Legnano e Parabiago. L’agguato era stato teso ai due giovani pusher poco lontano dal centro di Canegrate. Dodici i colpi esplosi, di cui due andati a segno.