Gianbattista Fratus
Gianbattista Fratus

Legnano (Milano), 12 giugno 2019 - "Non deve essere per forza una donna seria e capace... Una che conosciamo, che se gli diciamo di fare A faccia A". Queste le parole di Fratus, arrestato poco meno di un mese fa per corruzione, turbativa d’asta e corruzione elettorale insieme al suo vice Cozzi e all’assessore Chiara Lazzarini, intercettato al telefono mentre parla col segretario cittadino della Lega Mirko Gramegna (che non è indagato) di una nomina “politica” in Aemme Linea Distribuzione. L’ulteriore, nuovo ma non sorprendente, retroscena emerge sempre dai verbali del pm di Busto Arsizio Nadia Calcaterra, titolare dell’inchiesta “Piazza Pulita”.

Ci sono anche queste frasi, espresse da Fratus, a motivare il parere negativo del magistrato alla richiesta di revoca dei domiciliari presentata dai legali di Fratus e respinta nuovamente dal gip Piera Bossi nei giorni scorsi. A quanto emerso si tratta di una conversazione contenuta nei brogliacci del marzo dello scorso anno che la Procura sta esaminando in queste settimane, e quindi non contenuta nell’ordinanza anche perché si tratta di una nomina diretta e per tanto lecita. Dalle carte emerge come alle esternazioni del sindaco circa la necessità di avere una donna che «faccia A», Gramegna risponde: «potrebbe farlo mia moglie?». E Fratus replica: «Aspetta che verifico il compenso». Secondo il pm, pur trattandosi di nomina diretta e quindi lecita, la conversazione tra il sindaco e un suo collega di partito «è fortemente significativa dell’atteggiamento e delle finalità soggettive» che lo animavano «anche in occasione degli episodi in contestazione».

Durante i confronti in Procura, continua il verbale, «l’indagato ha cercato di ridimensionare il proprio ruolo, fornendo non solo versioni poco credibili», ma addirittura contraddette «dalle acquisizioni investigative precedenti e successive», riferendosi alle dichiarazioni rese in sede di interrogatorio da altri indagati e persone informate sui fatti, tra cui quello dello stesso Cozzi. Entro la fine di luglio gli inquirenti potrebbero già aver finito di esaminare tutte le conversazioni intercettate e non è escluso che la Procura chieda per tutti e tre gli indagati principali il processo secondo rito immediato.