Nel 2005 Pino Lionetti era candidato vicesindaco
Nel 2005 Pino Lionetti era candidato vicesindaco

Parabiago (Milano), 30 ottobre 2014 - Come una piovra. Cercava di estendere i suoi tentacoli un po’ ovunque. E ci aveva provato anche a Parabiago, proponendo in campagna elettorale un suo uomo di fiducia. Garantiva 500 voti. E chiedeva in cambio per quel suo “alfiere” una poltrona da assessore ai Lavori Pubblici. L’ex consigliere comunale del Pd di Rho Luigi Calogero Addisi, 55 anni e arrestato martedì con l’accusa di aver favorito la ricettazione dei soldi della ‘ndrangheta, aveva tentato di sponsorizzare un suo “picciotto” anche nella Città della Calzatura. A far emergere un episodio che risale alla tornata elettorale del 2005 che portò poi alla conferma dell’allora sindaco di centrodestra Olindo Garavaglia, è stato ieri Pino Lionetti, esponente di spicco del centrosinistra parabiaghese ed ex consigliere comunale: «Lo conobbi anche io quel Luigi Addisi. Stavamo preparando le liste per la campagna elettorale e mi dissero che mi avrebbe chiamato questo “signore” perché voleva che fosse messo un suo conoscente di Parabiago. In quel periodo Addisi era il rappresentante dell’Udeur di Mastella, partito alleato del centrosinistra. Accettai quindi di incontrarmi con lui, ma ebbi subito una gran brutta impressione».

Va ricordato che alle urne del 2005, Lionetti era il candidato vicesindaco di una coalizione di centrosinistra che sosteneva la candidatura a primo cittadino dell’ex assessore e consigliere comunale Giorgio Nebuloni. «All’incontro – aggiunge Lionetti – si presentò questo Addisi insieme a un’altra persona, mai vista ne conosciuta a Parabiago, chiedendomi che fosse messo in lista in quanto era in grado di “portare” 500 voti e che in caso di vittoria, lui avrebbe fatto l’assessore ai Lavori pubblici. A Parabiago la bellezza di tutte quelle preferenze possono davvero farti vincere. Ma ci misi cinque minuti a capire che avevamo a che fare con una persona poco pulita. Gli risposi che non ero abituato a fare politica in quel modo e che preferivo perdere piuttosto che accompagnarmi a personaggi poco chiari. Gli indicai la porta e non lo vidi mai più. Alla luce degli arresti avvenuti martedì, posso dire di essere davvero fiero di me». Secondo l’inchiesta «Quadrifoglio» della Dda di Milano, Luigi Addisi (per gli amici Gigetto) è considerato il braccio politico utilizzato dagli uomini legati cosca Mancuso di Limbadi (con questa famiglia è addirittura parente visto che la moglie è la nipote diretta del boss calabrese Pantaleone Mancuso) per ottenere vantaggi urbanistici grazie alla variazione del Pgt di Rho.