L'ospedale Fornaroli
L'ospedale Fornaroli

Magenta (Milano), 26 luglio 2015 - Marco Invernizzi l’aveva annunciato qualche settimana fa durante il convegno dedicato alla riforma sociosanitaria lombarda organizzato all’interno della festa dell’Unità di Magenta. «Se il tema di fondo è che i sindaci non devono disturbare il manovratore, noi non ci stiamo perché è un nostro primario compito quello di tutelare la salute dei nostri concittadini». Quindi, il primo cittadino lo ha ribadito meno di una settimana fa annunciando a stretto giro di posta una protesta per certi versi clamorosa e senza precedenti, in difesa dell’ospedale Fornaroli. Adesso ci siamo. Domani mattina lunedì 27 luglio alle 10, una ventina di sindaci della zona, con tanto di fascia tricolore, organizzeranno una presidio davanti davanti all’ingresso. Il nodo di fondo sono le relazioni tra l’Amministrazione Invernizzi e la direzione dell’Azienda ospedaliera di Legnano guidata da Carla Dotti. I rapporti sono ormai ai minimi storici. Per Invenizzi ci sarebbe in atto un tentativo malcelato di «depotenziare un ospedale che da sempre è stata un’eccellenza, oltre che un patrimonio per il territorio».

Gli episodi di scontro o di «fibrillazione» non si contano nemmeno più. «Hanno tentato di portare via il laboratorio di analisi da Magenta - attacca Invernizzi - ci siamo salvati in corner, ma la partita è tutt’altro che chiusa». Quindi, gli sgarbi - secondo il primo cittadino - a livello di «galateo istituzionale» con una conferenza organizzata al Fornaroli, qualche tempo fa, alla presenza dei massimi vertici regionali in materia di salute e il sindaco nemmeno invitato. Poi l’ultima delle battaglie, ossia quella per contrastare il trasferimento dell’attività di immunoistochimica dal servizio di anatomia patologica di Magenta al servizio di anatomia patologica di Legnano.

Sulla questione due posizioni diametralmente opposte. La direzione dell’Azienda ospedaliera che parla di processo di razionalizzazione e, comunque, suffragato da valutazioni di ordine tecnico che nulla hanno a che vedere con la politica. Dall’altra parte, i sindaci del territorio che chiedono di «avere voce in capitolo».  «Abbiamo mandato una lettera ai vertici dell’Azienda firmata da oltre 25 Amministrazioni locali, comprese Abbiategrasso e Corbetta, per avere delucidazioni sulle prospettive del nostro ospedale, ma da parte della direzione non c’è stata alcuna risposta. È un silenzio che non ci piace per niente. Da qui l’iniziativa di domani» spiega il sindaco. Per Invernizzi sul tavolo non c’è solo il trasferimento dei laboratori, ma anche il possibile depauperamento di alcuni reparti. «Vogliamo chiarezza, soprattutto sul futuro di alcune strutture complesse nel momento in cui andranno in pensione gli attuali primari Non accettiamo di correre il rischio di veder smontato pezzo dopo pezzo il Fornaroli».