Sara Del Mastro aveva fatto ricorso al rito abbreviato Ora la scelta di rinunciare all’appello
Sara Del Mastro aveva fatto ricorso al rito abbreviato Ora la scelta di rinunciare all’appello
Ha rinunciato a ricorrere in appello Sara Del Mastro, la 39enne legnanese che lo scorso anno, a maggio, ha aggredito e sfregiato con l’acido l’ex compagno Giuseppe Morgante, trent’anno, con cui aveva avuto una breve relazione, dopo una serie di atti persecutori. Condannata con rito abbreviato a sette anni e dieci mesi, la donna ha formalmente ammesso di non voler appellarsi alla sentenza,...

Ha rinunciato a ricorrere in appello Sara Del Mastro, la 39enne legnanese che lo scorso anno, a maggio, ha aggredito e sfregiato con l’acido l’ex compagno Giuseppe Morgante, trent’anno, con cui aveva avuto una breve relazione, dopo una serie di atti persecutori. Condannata con rito abbreviato a sette anni e dieci mesi, la donna ha formalmente ammesso di non voler appellarsi alla sentenza, spiegando di aver compreso la gravità della sua azione e di voler andare oltre. Non è assolutamente una prassi consueta quella di rinunciare ai successivi gradi di giudizio da parte di chi ha commesso azioni gravi come quella della 39enne, e pertanto lo stesso avvocato della vittima ha commentato l’accaduto. "Spero e credo che si tratti di un primo segnale di resipiscenza da parte di Del Mastro, un gesto che apprezziamo", ha dichiarato Domenico Musicco, che ha rappresentato Morgante in qualità di parte lesa.

"Un segnale che mi pare addirittura più forte di quello lanciato dalla Procura, che decise di non contestarle la premeditazione nonostante la donna avesse con sé dell’acido comperato qualche giorno prima". La donna, come emerge dalle carte del processo, ha affermato di aver deciso di agire dopo essere stata contattata e inervistata dagli inviati della trasmissione tv, quindi un giorno prima rispetto alla sera in cui ha pedinato Morgante dal posto di lavoro a casa per poi attirarlo alla sua auto e colpirlo con l’acido.

"Giuseppe può così ora pensare soltanto alle sue terapie, che sono tante e costose – ha proseguito l’avvocato – agli interventi chirurgici a cui continua a sottoporsi". Per Morgante infatti la strada è ancora lunga, perché le ustioni gli hanno provocato gravi danni al volto e ad un occhio, con cicatrici che dovranno essere sistemate più e più volte. "Si chiude così anche una brutta parentesi per la giustizia", ha aggiunto Domenico Musicco, "non dimentichiamo che le pene previste per danni come quelli subiti da Morgante sono molto più alte".

Valentina Rigano