La Tela di Rescaldina
La Tela di Rescaldina

Rescaldina (Milano), 12 dicembre 2018 - «Riaprire il prima possibile è un diktat sostenuto anche dai magistrati. Tenere La Tela chiusa significa riconoscere che la mafia ha vinto e questo non lo possiamo permettere. Per questo entro fine anno sarà emesso il nuovo bando per l’assegnazione dell’immobile».

Ombre e sospetti sulla Tela. A sostenerne l’esistenza erano stati gli esponenti del Movimento 5 Stelle. Ombre e sospetti che il sindaco Michele Cattaneo rimanda al mittente, con una postilla: «Ho dato mandato al legale per capire se è possibile fare un esposto per diffamazione proprio nei confronti di chi ha pronunciato certe accuse». La Tela, “osteria del buon essere” sorta in un locale che era stato confiscato a una famiglia ritenuta vicina alla criminalità organizzata e che il Comune aveva affidato a metà 2015 alla cooperativa Arcadia come unica realtà che aveva partecipato al bando.

La gestione Arcadia è durata circa due anni e mezzo, dopodiché lo scorso settembre la cooperativa ha comunicato al sindaco la volontà di chiudere a causa di difficoltà economiche. «Ce ne saremmo potuti accorgere? No, perché non compete al Comune controllare i conti di Arcadia - spiega il sindaco -. Ci accusano di aver tenuti segreti i bilanci della Tela. Tutto falso, non esistono bilanci ma solo i conti economici che tutti possono vedere. I bilanci sono quelli di Arcadia, peraltro pubblici, nei quali sono contenuti i “report” della Tela”. In estate ho chiesto ad Arcadia di vedere i conti economici non perché il Comune fosse tenuto a farlo ma solo a livello informativo, per cercare di capire se la situazione si potesse risolvere».