La pallavolo è senza confini a Legnano: parola d'allenatori

Fondazione Don Gnocchi organizza una lezione pilota di sitting volley, dove persone con e senza disabilità possono giocare insieme. L'obiettivo è favorire la socializzazione e l'inclusione sportiva, promuovendo una competitività bilanciata.

La pallavolo è senza confini, parola d’allenatori
La pallavolo è senza confini, parola d’allenatori

Ancora un’iniziativa di inclusione, alla Fondazione don Gnocchi di via Ferraris. Sabato prossimo 14 ottobre, dalle 9.30 alle 11.30, nel salone del Centro diurno disabili (Cdd) si svolgerà una lezione pilota di sitting volley, ovvero la “pallavolo da seduti“, dove persone con disabilità o meno possono giocare insieme. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la società sportiva Vomien di Legnano. Spiega Francesca Clapis, coordinatrice della Rsd (Residenza sanitaria disabili) di Fondazione Don Gnocchi: "Possiamo dire che l’invito è “tutti giù per terra!“".

Il sitting volley è una disciplina della pallavolo. Le regole sono simili: si gioca in sei, più sei riserve, i ruoli dei giocatori sono gli stessi. Cambiano le misure del campo e l’altezza della rete. Si gioca al meglio dei cinque set, chi raggiunge il punteggio di venticinque, con due punti di scarto, vince. La disciplina fu creata dal neurochirurgo Dr Guttmann, che studiò e realizzò dei programmi di allenamento, facendovi partecipare i pazienti del suo ospedale. Fu poi introdotta come sport in Olanda, a metà del secolo scorso. Grazie alla motivazione per lo sport, le persone coinvolte cominciarono a sviluppare la muscolatura delle braccia e delle spalle, raggiungendo rapidamente risultati migliori rispetto a quelli ottenuti con la consueta chinesiterapia.

Nel giro di pochi anni, da terapia riabilitativa, lo sport dei disabili divenne attività ricreativa e successivamente agonistica. Così dopo il rugby giocato insieme (da infermieri, disabili, fisioterapisti), la Fondazione abbatte un altro confine. Ma non solo. "L’intento è quello di far giocare insieme persone con disabilità e non, con la possibilità di praticare attività sportiva in uno schema di interazione, rispetto di sé e degli altri, delle regole e degli strumenti del gioco stesso - prosegue Clapis -. Accogliendo il bisogno innato delle persone di socializzazione in ogni contesto sociale. Il sitting volley è una pratica adatta a tutti coloro che vogliono mettersi in gioco e dove il ruolo della persona con disabilità viene capovolto. Lo scopo è quello di fare squadra per condividere la passione per lo sport, sperimentare la differenza come un momento di arricchimento e crescita, per favorire nuove pratiche. L’eterogeneità della squadra invita ad andare oltre l’aspetto riabilitativo, per raggiungere una competitività bilanciata, con un’attenzione alla motivazione e all’inclusione sportiva e sociale. Fondazione Don Gnocchi vuole quindi essere promotore di questa attività per cui la Vomien sta investendo molto, soprattutto rispetto ai sani principi di interazione e coinvolgimento vero". Silvia Vignati