Laura Pogliani, responsabile della Pediatria dell’ospedale di Legnano
Laura Pogliani, responsabile della Pediatria dell’ospedale di Legnano

Legnano (Milano), 8 gennaio 2019 - Passate le feste, bisogna fare i conti con un appuntamento sempre alquanto scomodo: l’influenza. Laura Pogliani è responsabile del reparto di Pediatria dell’ospedale di Legnano.

Dottoressa Pogliani, si può già parlare di emergenza?

«No, non abbiamo un’emergenza. Sappiamo dai dati epidemiologici che in media, ogni anno, dal 4 al 12% della popolazione italiana contrae questa infezione. La curva epidemica in genere ha un picco all’inizio di febbraio, le età più colpite e a maggior rischio di complicanze sono la fascia pediatrica e gli anziani. Per questa ragione è importante sapere in che modo proteggere i nostri bambini».

Come?

«La forma più efficace di prevenzione è senza dubbio la vaccinazione, altamente consigliata per le categorie di bambini a rischio. Il vaccino può essere somministrato a partire dai 6 mesi di età. Prevede 2 dosi a distanza di 4 settimane per i bambini che vengono vaccinati per la prima volta se di età inferiore a 9 anni. Una sola dose se vaccinati in precedenza o di età superiore a 10 anni».

Come si trasmette la malattia?

«L’influenza si trasmette tramite le goccioline di saliva che vengono diffuse con sternuti o colpi di tosse, ma anche tramite il contatto con oggetti o superfici sui quali si sono depositate secrezioni respiratorie contaminate».

Quali sono le regole per evitare il contagio?

«Lavare spesso e accuratamente le mani con acqua e sapone, per almeno 40-60 secondi ogni volta, dopo avere tossito e starnutito, dopo avere frequentato luoghi o mezzi di trasporto pubblici. Come alternativa ad acqua e sapone possono essere utilizzate soluzioni a base alcolica. Non scambiare ciucci, posate, bicchieri, giochi e oggetti che possono essere stati a contatto con saliva tra i bambini. Mantenere una dieta sana ed equilibrata: frutta, verdura in quantità adeguate e una buona idratazione. Evitare di frequentare luoghi affollati in periodo epidemico».