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13 apr 2022

Inchiesta Piazza pulita, secondo atto: rinvio al 23 giugno

Davanti al Gup i sette imputati del secondo filone dell'inchiesta che ha messo sotto sopra Legnano

paolo girotti
Cronaca
Il tribunale di Busto Arsizio
Il tribunale di Busto Arsizio

Per vedere gli sviluppi del secondo filone dell’inchiesta Piazza Pulita, che tre anni fa ha messo sotto sopra la città di Legnano, bisognerà attendere il 23 giugno. Nella giornata di oggi, infatti, si è tornati in aula di fronte al Gup del Tribunale di Busto Arsizio per il secondo filone dell’indagine avviata dal pm di Busto Arsizio, Nadia Calcaterra, e che ha già portato alla condanna in primo grado dell’ex sindaco Gianbattista Fratus, del vice Maurizio Cozzi e dell’ex assessore Chiara Lazzarini (tutti e tre in attesa di appello), ma ogni decisione, dopo le eccezioni sollevate dalle difese, è stata rinviata al 23 giugno.

Il secondo filone riguarda le posizioni di altri sette imputati, ancora in attesa di capire se si arriverà al rinvio a giudizio: l’ex presidente di Amga spa, Catry Ostinelli, l’ex direttore generale della stessa azienda, Paolo Pagani, l’ex direttore generale di Euro.Pa, Mirko Di Matteo, l’ex direttore organizzativo del Comune di Legnano, Enrico Barbarese, il suo predecessore, Enrico Maria Peruzzi, Luciano Guidi, ex candidato sindaco alle Amministrative del 2017, e Flavio Arensi, già direttore artistico per il Comune di Legnano: i primi cinque sono accusati di aver collaborato con i tre amministratori già processati nel “manipolare” l’attribuzione di alcuni incarichi. Guidi è invece coinvolto nel caso di corruzione elettorale in occasione delle amministrative del 2017 e Flavio Arensi nell’attribuzione del suo incarico da direttore artistico.

Nell’udienza di ieri le difese hanno sollevato eccezioni a proposito dell’ammissibilità delle intercettazioni utilizzate nelle indagini. Il giudice per l’udienza preliminare si è riservato, spostando ogni decisione, compresa quella sul possibile rinvio a giudizio, al 23 giugno. Va ricordato che a oggi nessuno degli indagati ha fatto richiesta di essere ammesso a riti alternativi.

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