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22 apr 2022

Legnano, Iftar in piazza: cibo per il dialogo

L’associazione Jasmine ha proposto la condivisione dei piatti tradizionali: "Occasione di conoscenza"

giovanni chiodini
Cronaca
La cena è stata allestita per la prima volta in piazza Morelli durante il Ramadan
La cena è stata allestita per la prima volta in piazza Morelli durante il Ramadan

Legnano (Milano) - Conoscersi è il primo passo verso una vera integrazione. E conoscere le tradizioni è uno degli aspetti fondamentali della condivisione delle culture, per abbattere il muro dei pregiudizi. In questo periodo dell’anno i cittadini musulmani vivono il Ramadan, un momento di fede molto intenso che si identifica nel digiuno durante le ore diurne, che si concluderà domenica 1 maggio. Solo dopo il tramonto ai musulmani è concesso di cibarsi. È il momento detto dell’Iftar.

Ieri sera diversi legnanesi anche di fede non islamica hanno risposto all’invito delle ragazze dell’associazione Jasmine che hanno proposto, in piazza Morelli, una Iftar con piatti tradizionali: la zuppa Harira, uova, il tipico pane Msemmen (farina di semola e 00, acqua, sale e burro), datteri, dolci. Nessuna bevanda alcolica, solo te alla menta. I piatti sono stati preparati grazie ai gestori di un bistrot marocchino, Ummy, aperto da alcuni mesi. Non era richiesta prenotazione e, ai partecipanti, era data la possibilità di lasciare un’offerta. "È la prima volta che qui a Legnano abbiamo proposto questa iniziativa – afferma Sana El Gosairi, la presidente di Jasmine –. L’abbiamo voluta per offrire ai legnanesi un’occasione di incontro e conoscenza, di confronto tra culture diverse, di apertura alle diversità e di affermazione delle diverse identità per favorire l’integrazione".

Nei giorni scorsi c’è stato un passa parola tra le donne che compongono l’associazione (sono circa 250) per invitare più persone possibili all’evento, in particolare le persone sole. "L’associazione è nata nel periodo della pandemia – spiega Sana – perché riteniamo necessario promuovere iniziative formative rivolte in primo luogo alle donne, alle famiglie, per favorire l’integrazione di diverse culture". Nelle scorse settimane Jasmine aveva proposto una colletta alimentare per aiutare 12 famiglie con un solo genitore e figli in difficoltà. "Durante il Ramadan – commenta Sana – si è più generosi,si condivide con i bisognosi. Abbiamo così organizzato una colletta alimentare speciale con prodotti specifici del Ramadan come la carne halal. Hanno collaborato persone di cinque nazionalità diverse: tutte unite per fare del bene".

 

 

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