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Legnano fa la festa alle sue bici: ecco una corsa di 15 chilometri

A muovere le fila di questa giornata una coppia, padre e figlia, accomunati dalla passione per le Legnano d’annata, Giampiero e Daniela Prinzo

di PAOLO GIROTTI
Ultimo aggiornamento il 1 settembre 2018 alle 07:28
Giampiero Prinzo mostra orgoglioso una preziosa «Legnano»

Legnano, 1 settembre 2018 - Una giornata per tornare a parlare delle «Legnano», di quelle biciclette dal telaio di colore «ramarro» (verde-giallo-oro) ancora oggi inimitabile e inconfondibile che hanno scritto la storia del ciclismo e che costituiscono anche uno dei simboli della vocazione imprenditoriale di questo territorio, una vocazione capace nel secolo scorso di portare in alto il nome della città: l’appuntamento è fissato per il prossimo 15 settembre in occasione di una serie di iniziative che, poco alla volta, hanno assunto la forma di una rievocazione storica della bicicletta Legnano e che prenderanno le mosse da una sorta di «mini eroica» da 15 chilometri sulle strade della zona, con biciclette strettamente di annata e, preferibilmente, abbigliamento d’epoca.

A muovere le fila di questa giornata una coppia, padre e figlia, accomunati dalla passione per le Legnano d’annata, Giampiero e Daniela Prinzo: «Io le biciclette Legnano le ho nel cuore perché nel quartiere Oltrestazione «nasco« e cresco a stretto contatto con la fabbrica che ha dato origine al marchio – spiega il 65enne Gianpiero, legnanese doc ed ex dipendente Franco Tosi ora in pensione –. Lì lavoravano anche molti genitori dei bambini che abitavano nel mio rione e quindi quelle biciclette, in un certo senso, sono state parte integrante della mia crescita. Il ciclismo l’ho sempre praticato e lo pratico ancora oggi: non lo intendo come competizione, ma come passione e così strada facendo mi è venuta l’idea di tornare a parlare delle biciclette Legnano nel luogo che ha dato origine a questo mito. La città è diventata quella che è attraverso la De Angeli Frua, la Bernocchi, la Franco Tosi e anche grazie alla Legnano. ma questo accostamento stretto talvolta mi sembra sia venuto a mancare. Ecco, ho bisogno di capire quante persone sentono ancora questo forte contatto con la storia della città e della fabbrica di biciclette, una passione ancora viva dentro: questo è l’intento, oltre al desiderio di far comprendere che, forse, la città deve fare qualcosa per riconoscere a questa bicicletta il ruolo che ha assolto nel farne conoscere il nome».

Va ricordato che il marchio Legnano è stato dato in concessione al gruppo Cicli Esperia di Cavarzere, Venezia, che è già proprietario dei marchi Torpado e Fondriest e che ancora oggi produce alcuni modelli con qursto nome.

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