Il Galà della Coppa Bernocchi
Il Galà della Coppa Bernocchi

Legnano (Milano), 12 settembre 2018 - Per il pronipote del senatore Antonio Bernocchi si tratta di una ingiustificabile mancanza di rispetto nei confronti della sua famiglia; gli organizzatori della gara ciclistica che a Legnano ancora porta il nome del politico e industriale, vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900, sono invece amareggiati per una reazione inattesa, a loro modo di vedere incomprensibile sulla base dei fatti. Sullo sfondo, il marchio “Coppa Bernocchi”, registrato dagli organizzatori e sul quale il giovane Bernocchi vorrebbe accampare diritti. È arrivata ieri con un tempismo perfetto la polemica accesa da Nicola Bernocchi, pronipote di quell’Antonio, senatore, industriale e mecenate, che alla Legnano delle ciminiere ha legato indissolubilmente il suo nome (e che a Milano ha donato il palazzo della Triennale) e che fa seguito al Gran Galà organizzato sabato scorso in Comune a Legnano. Una serata pensata appositamente per dare lustro alla centesima edizione della manifestazione, nella cui organizzazione la parte del leone è da sempre affidata alla Unione Sportiva Legnanese. Oggetto del contendere sarebbe proprio un «invito mancato» al Gran Galà per lo stesso Bernocchi e famiglia.

In realtà si è trattato di un invito inoltrato con tutti i crismi del caso, prima accettato, poi rigettato per motivi personali e, dopo altri passaggi intermedi, ripreso infine per i capelli dallo stesso Nicola Bernocchi solo a poche ore dalla manifestazione, quando l’organizzazione aveva già sistemato tutti al tavolo. Uno "sgarbo" che ha generato la reazione, seppur non immediata, di Nicola Bernocchi che avrebbe voluto anche un piccolo «evento nell’evento» nella serata, collegato alla consegna di una bicicletta commemorativa: in una lettera di fuoco Bernocchi ha annunciato, «rattristato e sorpreso», che non si farà vedere neppure in occasione della gara ciclistica, domenica prossima 16 settembre. Ma per capire fino in fondo cosa abbia generato la rabbia di Bernocchi, si deve ricordare che i rapporti tra il pronipote del senatore e gli organizzatori dell’Unione sportiva legnanese sono sempre stati caratterizzati da alti e bassi, sempre collegati alla proprietà del “brand”: «Forse nessuno è al corrente che l’Unione Sportiva Legnanese ha registrato il marchio Coppa Bernocchi, dimenticandosi ancora una volta che Bernocchi siamo noi... e che il brand è nostro – scrive infatti ora il giovane Bernocchi nella sua lettera di sfogo, accampando diritti su un marchio regolarmente registrato dalla Us Legnanese –. Non verrò alla Coppa Bernocchi 100 anni. Già una volta... il senatore e i fratelli traditi dalla loro città andarono a Milano e realizzarono il Palazzo Dell’Arte Bernocchi. Dovranno i Bernocchi alla fine essere costretti a portare la Coppa Bernocchi a Milano o in Europa?». Lo sgarbo istituzionale, sfociato ora in minaccia aperta di traslocare l’evento altrove, diventerà una vera guerra per il brand? L’unica cosa certa è che lo sforzo organizzativo ed economico, a oggi, è sempre stato sostenuto dall’Us Legnanese e che dalla famiglia Bernocchi non risultano invece contributi nel recente passato.