Lia Gaia Vismara comandante della Polizia Locale di Corbetta (Studiosally)
Lia Gaia Vismara comandante della Polizia Locale di Corbetta (Studiosally)

Corbetta (Milano), 6 gennai 2020 - La paletta, gli abbaglianti, l’invito spiccio a fermarsi. Scene da film americano quelle che venerdì notte, fuori da una palestra di Baranzate, hanno caratterizzato il fermo di Lia Gaia Vismara, la comandante trentunenne dei vigili urbani di Corbetta trovata in possesso di tre grammi di cocaina nascosti sotto un sedile dell’auto. Scene che il sindaco della città del Magentino, Marco Ballarini (Forza Italia), carabiniere in congedo, ha scomposto e ricomposto più volte nel fine settimana. Fino a sintetizzarle in un’immagine, quella del complotto. «È stata una trappola – afferma – costruita ad arte per danneggiare sia lei sia il sottoscritto. Non ho alcun dubbio". Cinque involucri di carta stagnola sotto il sedile lato passeggero confezionati alla buona. All’interno lo stupefacente. Quando i militari intervengono a colpo sicuro – è mezzanotte e la donna ha appena finito di giocare una partita di pallavolo nel team che raggruppa gli agenti delle polizie locali del Milanese – Vismara è appena salita in macchina per rientrare a casa ad Arluno. Passerà invece il resto della nottata nella caserma di Bollate, sottoposta a interrogatorio. La pistola d’ordinanza requisita.

Ed è qui che si precipita il suo avvocato, Roberto Grittini, che otterrà nell’immediatezza dei fatti una perquisizione domiciliare, "dalla quale non è emersa una sola prova: non è stata trovata altra droga, non sono stati trovati bilancini o contante. Nulla. Ma poi le pare logico che una consumatrice, o peggio, una spacciatrice di cocaina parte da Arluno alle nove di sera portandosi dietro delle dosi e lascia la macchina parcheggiata fuori da un centro sportivo per più di tre ore con all’interno lo stupefacente? Chi commetterebbe una leggerezza del genere? Qualcuno gliel’ha introdotto a sua insaputa". Magari approfittando della partita di pallavolo. Le chiavi della Dahiatsu nel borsone lasciato incustodito nello spogliatoio. È un’ipotesi. "Che si tratti di tre grammi, non uno di più, è rivelatore – sottolinea il legale –: non troppa per generare serie conseguenze penali, ma neanche “poca” per evitarle un iter giudiziario di due o tre anni".

Il terremoto che ha coinvolto la comandante – in carica dal giugno 2018 – si abbatte su un corpo già sconquassato da esposti, licenziamenti e segnalazioni di condotte inappropriate da parte dei ghisa. "Io e Vismara abbiamo riportato ordine intervenendo su situazioni anche indecorose – sottolinea Ballarini –. Accessi a siti porno, pause pranzo dilatate, furbetti del cartellino, agenti che stavano in ufficio anziché in strada. Ecco con cosa ci siamo dovuti confrontare". Nel maggio 2019 un ufficiale in arrivo dalla polizia locale di Milano, in prova per tre mesi e che ambisce a diventare vicecomandante, non viene confermato ed è lasciato a casa. E anche questo episodio genera un nuovo strascico di polemiche. Già domani Vismara potrebbe essere sottoposta al test del capello, che rivela il consumo di stupefacenti negli ultimi tre mesi. Il resto della giornata gliel’ha già programmato Ballarini. "Poi l’aspetto alla sua scrivania in municipio, perché il suo posto è qui".