Cinghiali

Magenta (Milano), 13 giugno 2018 - È guerra tra coltivatori e cinghiali. È stata approvata da Regione Lombardia una delibera che per la prima volta dà la possibilità agli agricoltori provvisti di regolare licenza di abbattere i cinghiali durante tutto il corso dell’anno. Una prerogativa che fino a oggi era riservata a polizia provinciale, cacciatori e guardiacaccia.

Nel Parco del Ticino i cinghiali continuano a proliferare nonostante le centinaia di uscite organizzate per abbatterli e circa il 98% delle richieste di risarcimento per danni causati dai selvatici riguarda proprio questi animali. In Lombardia, tra il 2013 e il 2018, hanno arrecato danni per quasi 2 milioni e 300mila euro, una cifra che considera le colture agricole e i sinistri stradali denunciati. Tutti soldi che la Regione ha dovuto erogare come risarcimento. Ben 2.807 sono stati gli attacchi alle zone coltivate e 384 gli incidenti che hanno coinvolto questi mammiferi. «Di certo quella indicata dalla Regione è una strada che perseguiremo - spiega il responsabile dei guardiaparco, Ezio Villa -. Prima però studieremo come applicarla nel Parco del Ticino. Qui abbiamo da anni degli operatori che si occupano esclusivamente dell’abbattimento dei cinghiali». Ettore Prandini della Coldiretti

Le colture più attaccate sono mais, prati stabili, orzo e frumento, ma gli animali non disdegnano neppure le piantagioni di riso. I danni al bosco, invece, sono impossibili da quantificare. I cinghiali, infatti, mangiano di tutto: dalle specie protette di fiori alle uova di uccelli, danneggiando l’equilibrio di un ecosistema nel quale si sono stabiliti ma che non appartiene loro da sempre. Soddisfazione per quanto deliberato dalla Regione è stata espressa anche dal presidente di Coldiretti Lombardia, Ettore Prandini: «Un grande risultato frutto del lavoro di Coldiretti e della collaborazione con la Regione, che garantisce la legittima difesa e tutela gli interessi delle imprese agricole». L’abbattimento dei cinghiali richiede comunque un’autorizzazione con valenza annuale. Tra i requisiti c’è l’accertamento di danni alle colture nei 6 mesi antecedenti la data di presentazione della domanda; la titolarità di licenza di porto di fucile e l’abilitazione alla caccia di selezione nel caso di ricorso a modalità particolari.