Carabinieri in azione (Studiosally)
Carabinieri in azione (Studiosally)

Buscate (Milano), 12 marzo 2018 - Presi dai carabinieri i responsabili della sparatoria all’interno delle case Aler di Buscate. I militari di Legnano nella notte di sabato hanno rintracciato e fermato il terzetto di uomini che nel pomeriggio di sabato avevano ferito con un colpo di pistola alla gamba un giovane 18enne di origine albanese. Si tratta di tre persone di Legnano, tutti italiani. Padre, classe 1956 e due figli di 22 e 26 anni. A sparare potrebbe essere stato il maggiore dei figli, che si era poi reso irreperibile. Pregiudicati e volti noti alla giustizia locale, i tre sarebbero entrati in azione all’interno dei condomini dell’Aler di Buscate per ragioni collegate alle occupazioni abusive, in lite con alcuni residenti. Una discussione, poi degenerata con un’altra famiglia italiana domiciliata nel condominio di via Micca, teatro della sparatoria. Le accuse comunque sono in concorso per tutti e tre con l’imputazione di lesioni gravi e porto e detenzione abusiva di arma da fuoco. I militari stanno ancora cercando l’arma utilizzata nella sparatoria, che però non è ancora stata trovata. Due i colpi esplosi dalla pistola, di cui uno è andato a segno colpendo il giovane albanese, che solo per caso si trovata in mezzo ai due gruppi di litiganti. Il giovane sta comunque bene ed è fuori pericolo dopo essere stato operato al polpaccio destro, giudicato guaribile in un mese.

Il ragazzo sarebbe intervenuto per difendere una delle due famiglie, mettendosi in mezzo proprio quando l’uomo di 26 anni ha estratto la pistola per sparare ai rivali. Adesso saranno i carabinieri a dover ricostruire nei dettagli i particolari della vicenda, che ha radici profonde in zona per una disputa che riguarda le occupazioni di alcuni immobili presenti all’interno dei palazzi popolari di via Micca a Buscate. Una situazione che in molti giudicano ormai insopportabile e che da mesi sta creando situazioni di esasperazione. L’episodio della sparatoria è la punta di un iceberg che in questa zona ha visto vere e proprie faide fra famiglie di abusivi. Anche nel caso nella sparatoria alla base dei fatti il diritto di usufruire di un appartamento, occupato abusivamente. I carabinieri però mantengono il più stretto riserbo sulle modalità e sui protagonisti di una vicenda che mischia degrado, povertà e prevaricazione malavitosa. Rimane da capire chi sia passato all’offensiva: se la famiglia di abusivi, oppure quella che la casa poteva occuparla di diritto. Un braccio di ferro che ha portato ad una, per fortuna “lieve” vittima.