Legnano (Milano), 11 maggio 2018 - Cantine allagate, auto inutilizzabili, negozi in ginocchio e un totale di centinaia di migliaia di euro di danni: questo è il bilancio di quello che più che una alluvione è da considerarsi un vero dramma per molte persone che a Legnano vivono o lavorano. La bomba d’acqua che ha colpito alcune zone della città mercoledì nel tardo pomeriggio ha creato un disastro difficile da prevedere, ma che alcuni imputano a una scarsa manutenzione dei tombini da parte del Comune. Difficile stabilire per ora se esistano responsabilità, quel che è certo è che chi ha subìto le conseguenze più pesanti di questo violento nubifragio ora pretende risposte ma soprattutto sostegno.

“Non ci siamo neanche accorti di quello che stava succedendo - raccontano alcuni commercianti di corso Magenta -, abbiamo solo visto arrivare l’acqua. Che poi è salita rapidamente portando via tutto”. C’è chi, come i lavoratori nell’ufficio dell’immobiliare Gabetti, si è visto letteralmente distruggere una parete dalla forza dell’acqua, chi come i titolari del negozio “Le boulier” ha avuto la merce in magazzino completamente sommersa è chi, come le ragazze del negozio di parrucchiera, ha dovuto mettersi in salvo il prima possibile perché addirittura l’acqua ha fatto esplodere un vetro della cantina del negozio. Un vero inferno che richiama l’incubo dell’alluvione di Genova del 2014. Un inferno che anche in questo caso ha lasciato dietro di sè un totale di centinaia di migliaia di euro di danni (inagibile anche il Teatro Città di Legnano - Talisio Tirinnanzi, per il cedimento di parte del controsoffitto). E ora chi pagherà?